LUMEZZANE – Soldi per un’associazione, Polizia sventa una truffa

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Reati come furti e truffe possono avere impatti rilevanti sulla qualità della vita, soprattutto nella terza età. Impatti che spesso vengono sottovalutati in quanto ricondotti a cause che, nella considerazione sociale, non vengono ritenute tali da provocare reazioni gravi.
E’ invece importante valutare la vulnerabilità delle vittime, prendendo in considerazione fattori quali l’età avanzata e le caratteristiche psicologiche dei soggetti danneggiati, oltre alle risorse personali che concorrono a determinare la “capacità di resistenza” a tali reati.
Il Comando di Polizia locale di Lumezzane, tramite l’assessore Cosimo Alemanno, con l’intento di “innalzare le barriere difensive dei nostri anziani”, ha diffuso un’esperienza “truffaldina” realmente accaduta di recente in città usando nomi di fantasia per lasciare anonimi i protagonisti.

Vigili in controllo
Vigili in controllo

La signora P. F., pensionata over 70, riceve nei primi giorni di ottobre una telefonata in casa da un certo B. G. che, con fare molto affabile, dice di essere il “sig. Bonomi” (nome diffuso a Lumezzane) e di voler parlare con suo marito, che chiama per nome e fa credere di conoscere da lunga data. La signora gli passa allora il marito T. G., anche lui pensionato, che in quel momento si trova in casa. “Sono Bonomi, sto facendo una promozione per conto dell’associazione XY, perché raccogliamo soldi per poter trasportare gratuitamente gli anziani e i disabili dal Crocevia a Lumezzane. Quanto offre di contributo?” questa è in sintesi la richiesta. Il signor T. G. allora consulta la moglie per concordare quale cifra donare e la comunica al proprio interlocutore che gli conferma che “un incaricato” sarebbe passato in casa abitazione il giorno successivo con la ricevuta già pronta.

La signora P. F., da subito scettica, perché conosce l’associazione citata ed effettivamente operante sul territorio, decide di contattarne il presidente che le conferma di non aver mai incaricato nessuno di raccogliere contributi porta a porta. La stessa decide allora di informare la Polizia per segnalare la probabile truffa dicendo anche “non è per i pochi soldi che gli avrei dato, ma non è giusto che questi delinquenti truffino gli anziani e la facciano sempre franca”. Il giorno successivo, nel primo pomeriggio, un individuo si presenta alla porta della signora e al citofono si qualifica come incaricato dell’associazione a riscuotere l’offerta promessa. La signora, come concordato con la Polizia locale, temporeggia con una scusa e nel frattempo chiama il comando che interviene sul posto fermando il truffatore e un “complice – autista” che lo attendeva in un vicino parcheggio.

I coniugi hanno quindi sporto querela, anche se titubanti temendo ritorsioni o violenze. “Lo facciamo soprattutto per i tanti altri poveri anziani che potrebbero essere derubati – hanno detto – o truffati dei pochi soldi che hanno per vivere e che magari non trovano il coraggio di denunciare la truffa per la paura di crearsi solo ulteriori disagi”. Gli autori del fatto  sono stati portati al Comando e dopo aver svolto le formalità sono stati segnalati in stato di libertà alla Procura di Brescia per tentata truffa. “La vicenda è esaustiva di una situazione purtroppo sempre più frequente nei nostri territori – dice l’assessore Alemanno – ma che può risolversi positivamente quando si collabora con le Forze di Polizia, senza farsi condizionare da paure ingiustificate e che questa esperienza possa servire da remora ad altri anziani”