GUSSAGO – Legambiente chiede un’altra mobilità: più auto in periferia

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I servizi dei trasporti pubblici sono “Brescia-centrici”, l’ultimo progetto relativo alla mobilità effettuato dalla Provincia risale al 2005, e in questi ultimi anni molti fattori sono cambiati, i poli scolastici, molte persone hanno acquistato casa in periferia e non in centro, molte ditte hanno chiuso, tutti questi fattori sono da riconsiderare, modificando ance la mobilità e le disposizioni in merito al trasporto pubblico, in modo da offrire le medesime condizioni che ci sono in centro città.

Legambiente1Queste sono alcune delle perplessità messe in campo da Silvio Parzanini e Dario Balotta, presidenti dei circoli di Legambiente di Franciacorta e Basso Sebino, che in merito hanno affermato: “In questi quasi 10 anni le cose sono cambiate. Molti bresciani hanno trovato casa in provincia, l’urbanizzazione caotica della Franciacorta lo dimostra. I poli scolastici in provincia e in città hanno mutato caratteristiche e specialità e sono nati nuovi poli sanitari, come, sempre per restare in Franciacorta, quelli di Ome e Gussago.

Molte fabbriche hanno chiuso e la rete commerciale ha cambiato faccia. I servizi di autobus sono tutt’ora organizzati dall’hinterland a Brescia e viceversa. Così si spendono tanti soldi pubblici, ma la gente si muove solo in automobile”.

Per chiarire meglio la sitazione espressa dai due membri di Legambiente che hanno denunciato questo fatto, è necessaro dare qualche numero: “le autovetture circolanti in provincia sono cresciute dalle 604.605 del 1995 alle 751.080 del 2011, quasi 150 mila in più, mentre la città è passata nello stesso lasso di tempo da 129.027 a 122.220 veicoli, perdendone quindi 6.807. Significa che i trasporti pubblici extraurbani non soddisfano la nuova domanda di mobilità che viene dal territorio”. Sembra essere chiaro l’inento di Legambiente, che chiede una riorganizzazione della  rete provinciale superando la centralità di Brescia e colmando le lacune che spingono all’uso dell’auto.