GARDA – Il depuratore necessita di interventi

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È finito il tempo di rimandare: il depuratore bresciano necessita di interventi urgenti, per la realizzazione dei quali sono necessari 117 milioni di euro. A Bruxelles verrà presentata una richiesta unitaria avanzata da Regione Lombardia e Veneto per ottenere i fondi europei necessari per i lavori.

Garda-depuratore2L’attuale sistema di colletta mento dei reflui fognari è divenuto ormai da tempo insufficiente per servire il lago più grande d’Italia e Mario Bocchio, il sindaco di Lonato e presidente dell’azienda Garda Uno, ha lanciato l’allarme. Ha spiegato che l’interventi prioritario per il 2014 è appunto la realizzazione del depuratore di Visano, nell’entroterra bresciano, che collegherà con 80 km i collettori di Tignale e Padenghe. Sarà dimensionato per 225mila abitanti. Garda Uno, l’ente gestore dei depuratori lacuali bresciani, ha fatto sapere tramite i suoi dirigenti che si sta lavorando per progettare insieme alla consorella veronese Azienda Gardesana Servizi un intervento di depurazione delle acque del Garda. Il costo del futuro depuratore di Visano verrebbe in parte finanziato dall’Ue, e in parte dai soggetti istituzionali (Stato, Regione, Provincia, Aato, la stessa Garda Uno). Il tutto in nome della tutela dell’ambiente e della più grande risorsa idropotabile del sud d’Europa. In modo particolare, deve essere avviata la separazione nella depurazione tra la costa bresciana e veronese, allontanando la minaccia di uno sversamento dalla condotta sublacuale che trasporta i liquami bresciani passando sotto il lago.

Attualmente, infatti, il colletta mento del Garda è un sistema ad anello, che convoglia le acque reflue dei Comuni bresciani e veronesi al depuratore di Peschiera. Quest’ultimo però ha potenzialità studiate per un bacino di 330mila abitanti, ma le necessità depurative attuali sono calcolate in non meno di 450mila abitanti, e potrebbero in un futuro non molto lontano salite a 560mila. Inoltre, il tratto di collettore tra Tignale, Toscolano e Salò, attraverso una condotta sublacuale da Toscolano a Torri del Benaco, si unisce al collettore in sponda veronese, trasportando i reflui sui fondali del lago all’interno di tubi vecchi di 35 anni.

Gli interventi svolti per potenziare il depuratore di Peschiera non bastano più, ora serve un interventi più radicale. Deve essere rivisto l’intero sistema, non più adeguato allo sviluppo demografico e urbanistico del Garda.

C’è poi nell’alto Garda un piccolo depuratore, quello fra Tremosine e Limone, sul quale grava la minaccia di frane e smottamenti. Tant’è che per garantire la funzionalità dell’impianto, a seguito della frana dello scorso inverno che ha ostruito l’accesso principale, è stato necessario aprire una seconda via d’accesso. Ciò però comporta seri rischi per il funzionamento dello stesso.