TRENTO – Trattativa con Roma: la soddisfazione del Presidente Rossi

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Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Provincia autonoma di Trento per la notizia del deposito in Commissione bilancio, da parte del Governo, dell’emendamento che recepisce l’Accordo con le province di Trento e Bolzano in materia di rapporti finanziari. Le due Province autonome saranno dunque titolari di nuove deleghe, nell’ambito del loro contributo al processo di risanamento dei conti pubblici.  Resta però il problema del rispetto delle nostre prerogative statutarie che l’impostazione data alla legge di stabilità su cui sta lavorando il governo non sembra garantire: “Se così fosse – aveva detto stamani in aula consiliare il presidente Rossi – saremo obbligati ad impugnare la norma”. Alla trattativa con Roma il presidente Rossi aveva dedicato un ampio capitolo del suo discorso di stamani in Consiglio, che riportiamo qui sotto.

“Come sapete, stiamo cercando di raggiungere un nuovo accordo con lo Stato in materia di rapporti finanziari. La proposta presentata al Governo, tenendo conto responsabilmente della grave emergenza finanziaria del Paese e dei nuovi obblighi imposti dalla riforma dell’art. 81 della Costituzione e dell’adesione dell’Italia al Trattato europeo di finanza pubblica, distingue la modalità di determinazione della contribuzione a carico della Provincia in due distinte fasi, riferite la prima alla attuale congiuntura, la seconda a medio termine.

proclamazione degli eletti Ugo Rossi presidentePer il periodo 2014-2016/2017 le Province dovranno garantire il concorso al risanamento della finanza pubblica attualmente previsto dalla manovra finanziaria Statale 2014-2016 come fissato dal disegno di legge di stabilità in corso di approvazione in Parlamento. A medio termine la proposta punta invece ad introdurre criteri di equità ed oggettività nella fissazione del concorso annuo, che va sottratta alla mera discrezionalità attualmente adottata dal Governo nella definizione delle manovre statali. Abbiamo pertanto assunto a riferimento il “residuo fiscale” del territorio provinciale, calcolato come differenza tra il gettito dei tributi statali prodotti dal territorio provinciale e la spesa sostenuta dallo Stato sul medesimo territorio, inclusi i 9/10 di gettiti tributari erariali spettanti alla Provincia. L’assunzione di tale indicatore consente non solo di equilibrare le risorse statali in favore del territorio provinciale rispetto ai gettiti fiscali erariali prodotti sul territorio stesso, ma anche di garantire un saldo positivo, che rappresenta un equo concorso della Provincia stessa sia agli obiettivi di perequazione e solidarietà nei confronti delle aree svantaggiate del Paese, sia agli obiettivi di finanza pubblica nazionale.

La proposta della Provincia è quella di allineare il proprio residuo fiscale a quello delle aree sviluppate del Paese, in particolare dei territori delle Regioni dell’Italia settentrionale. Per quanto riguarda le modalità di assunzione del concorso necessario a garantire tale allineamento la proposta conferma l’impegno della Provincia ad accollarsi sul proprio bilancio le spese che lo Stato sostiene sul territorio provinciale attraverso la delega di funzioni, dove possibile, ovvero mediante la fissazione d’intesa con lo Stato di standard di servizi e di costi per le spese per le quali è prevista la continuità di gestione da parte dello Stato, affrancando quindi al tempo stesso il territorio provinciale dal rischio di cessazione di importanti servizi statali.

I forti contenuti di innovazione che contiene la nostra proposta, accanto alle difficoltà del momento, non hanno reso possibile il suo accoglimento nella legge di stabilità attualmente in discussione. Ci sono state presentate dal Governo limitate e parziali proposte di revisione che, se hanno il pregio di aprire una linea di confronto soprattutto sulle nuove deleghe di funzione e sulla controversa materia dei tributi locali, non sono tuttavia risolutive delle problematiche generali tuttora aperte. Dal canto nostro una cosa è certa: non siamo disposti a condividere norme che non siano pienamente coerenti con i principi fissati a fondamento dell’autonomia finanziaria, che pertanto se approvate dovranno essere necessariamente impugnate per violazione dello Statuto.

indexPur in questo quadro non soddisfacente, si sta lavorando alla formulazione di una norma che punta ad attribuire alla Provincia autonoma di Trento nuove competenze in materia di finanza e tributi locali ed importanti deleghe di funzioni statali avviando di fatto un percorso che dovrà concretizzarsi entro giugno 2014. Relativamente ai tributi locali vi è una significativa rivalutazione della competenza che affida alla legislazione provinciale la disciplina non solo dei tributi istituiti dalla Provincia, ma pure dei tributi locali comunali di natura immobiliare istituiti dallo Stato (quali IMU e nuovi tributi sostitutivi previsti dalla Legge di Stabilità), consentendo politiche autonome provinciali di armonizzazione, di integrazione ed agevolazione raccordate alle specifiche esigenze del territorio e agli interventi finanziari della Provincia a sostegno degli Enti locali.

Strategiche risultano poi per le prospettive di crescita e sviluppo del sistema provinciale le nuove deleghe che consentiranno il trasferimento alla Provincia delle funzioni delle Agenzie fiscali, di quelle amministrative ed organizzative riguardanti la giustizia penale, civile e minorile, con la ovvia esclusione del personale della Magistratura, nonché quelle riferite al Parco Nazionale dello Stelvio.

Va rilevato che essendo le politiche fiscali e della giustizia unanimemente riconosciute quali fattori importanti e decisivi per la competitività, l’attrattività e la crescita, le nuove competenze affidate alla responsabilità della Provincia, unitamente ai nuovi poteri fiscali attribuiti con l’Accordo di Milano e alla competenza piena sui tributi comunali, consentiranno al Governo provinciale di impostare nuove e importanti strategie per lo sviluppo del Trentino. Parallelamente, le norme in corso di definizione ci permetteranno di continuare a lavorare alla formulazione di una nuova intesa che dovrà stabilire le modalità e l’ammontare del nostro concorso al risanamento dei conti dello Stato, secondo uno schema che continuerà ad avere come fulcro il meccanismo del residuo fiscale”.