ADRO – Arresto sindaco Lancini. Galletti (Cgil): “Comune è cosa sua”

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Update 8-11 h 17 “L’arresto del sindaco di Adro per turbativa d’asta è diversa dai Soli nelle Alpi a scuola e dalle delibere discriminatorie contro le quali la Camera del Lavoro di Brescia, insieme alla Fondazione Piccini e all’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, si è mobilitata. La nostra è stata una battaglia, vinta, per il rispetto delle regole e della Costituzione alle quali il sindaco di Adro non voleva sottostare.

Certo – commenta il segretario della Cgil di Brescia, Damiano Galletti, sull’arresto ai domiciliari del primo cittadino – anche in questo caso, se venissero confermati i sospetti della magistratura, ci troveremmo di fronte a una palese violazione delle regole per le gare d’appalto e alla conferma che il sindaco di Adro ritiene l’Amministrazione ‘cosa propria’, dalla gestione del denaro pubblico alla differenziazione dei cittadini fino all’elargizione di favori e appalti alle aziende amiche”.

TUTTI I RICORSI DELLA CGIL CONTRO IL COMUNE

Il segretario Damiano Galletti
Il segretario Damiano Galletti

(8-11 h 11,39) Oggi, venerdì 8 novembre, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Brescia, i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito vari arresti di custodia agli arresti domiciliari emessi dal Giudice per le indagini preliminari di Brescia nei confronti del sindaco di Adro Oscar Lancini e altri funzionari e dipendenti del Comune franciacortino.

Tra loro, l’assessore ai Lavori pubblici Giovanna Frusca, il segretario reggente Carmelo Bagalà, il responsabile dell’area Tecnica Leonardo Rossi e gli imprenditori edili Alessandro Cadei ed Emanuele Casali. Sono tutti accusati, a vario titolo, di “turbata libertà degli incanti, turbata libertà di scelta del contraente e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”.

Adro paeseL’attività investigativa, iniziata l’anno scorso, condotta tramite le intercettazioni telefonica e ambientali, servizi di osservazione e controllo e acquisendo documenti in Comunale, ha consentito di di comprovare come gli indagati, a vario titolo, avessero utilizzato crediti che il Comune di Adro vantava nei confronti di imprenditori locali, legati a oneri di urbanizzazione e standard qualitativi a scomputo, per finanziare un’opera pubblica, la cosiddetta “Area feste” di via Indipendenza, dal valore totale di oltre 1 milione di euro, affidandone, con accordi collusivi e mezzi fraudolenti per evitare i bandi di gara, direttamente l’esecuzione a imprenditori vicini al primo cittadino.

In più avrebbero attestato in modo falso, tramite i verbali delle delibere di Giunta, la completa gratuità e urgenza di realizzazione dell’opera, in realtà a carico del Comunale. E infine, operato, tramite accordi collusivi, una turbativa d’asta per l’aggiudicazione di un’area comunale, nel frattempo deliberata e inserita nel patrimonio alienabile favorendo un imprenditore locale. Nell’ambito della stessa operazione, che vede indagate in tutto 24 persone, sono stati notificati anche diciotto avvisi di garanzia ad amministratori pubblici, pubblici funzionari e imprenditori, oltre a numerose perquisizioni e sequestri di materiale probatorio.