BRESCIA – Questa sera in esclusiva Dave Holland al Teatro Centro Lucia

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Leggendario contrabbassista, figura di spicco della cultura musicale degli ultimi  cinquant’anni, Dave Holland si presenta al pubblico di Jazz in Eden con un progetto di grande fascino.  Piano e chitarra a confronto, un accoppiamento difficile, ma stimolante, una concezione sfaccettata, prismatica: PRISM.

indexIl percorso di Dave Holland è esemplare nel jazz moderno: chiamato giovanissimo da Miles Davis, che lo aveva ascoltato al famoso club Ronnie’s Scott di Londra, lo incontriamo in documenti storici formidabili, legati alla svolta elettrica del trombettista. La coraggiosa decisione di allontanarsi dalla corte di Davis per intraprendere strade proprie lo vede impegnato in numerosi contesti, anche con i musicisti che dall’esperienza di Miles avevano ricevuto una spinta per successive, audaci avventure. All’inizio degli anni Settanta, fu importante l’episodio del quartetto Circle, con Chick Corea, Anthony Braxton e Barry Altschul, che attuò un’ interessante commistione di sperimentalismo e forza comunicativa. Nel 1972 venne la prima registrazione come titolare, “Conference of the Birds”, con Braxton e Sam Rivers ai sassofoni: un album che ancora oggi mantiene una formidabile freschezza.

Pur continuando le sue collaborazioni ad alto profilo, che lo hanno visto spesso al fianco di Herbie Hancock, Pat Metheny, Betty Carter, Roy Haynes e Jack DeJohnette, Holland disegna da almeno trent’anni una propria coerente mappa artistica, coniugando un elegante classicismo a soluzioni avanzate, fino ad assumere le forme di un quintetto che ha raggiunto vertici esemplari per coesione, originalità e potenza espressiva.

Il quartetto che ora il musicista porta in tour europeo rappresenta un passo successivo della sua parabola artistica, dove si inserisce lo stimolante accoppiamento di piano e chitarra, ritenuto da molti difficile e problematico, ma in grado di offrire possibilità davvero notevoli alla concezione sfaccettata, prismatica che Holland ha voluto citare nel nome del quartetto. Questo accade a maggior ragione se i due strumenti sono interpretati da musicisti superlativi come Craig Taborn e Kevin Eubanks.