BOLOGNA – Celebrazioni dannunziane dal Vittoriale a Bologna

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Nell’ambito delle celebrazioni bolognesi per il 150° anniversario dannunziano, venerdì 8 novembre alle ore 16 presso Casa Saraceni, in via Farini 15, sarà inaugurata la mostra “Antonio Saliola e Gabriele d’Annunzio. Ut pictura poesis (Se la luna scrive poesie)”. Interverranno il presidente della Fondazione Carisbo, Leone Sibani, il presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, il maestro Antonio Saliola e il professor Luca Cesari, che presenterà le opere in esposizione.  A seguire, alle ore 18 presso Santa Maria della Vita avrà luogo la conferenza “Non so che agitazione va correndo: d’Annunzio e il vortice del Compianto”, dedicata al capolavoro di Niccolò Dell’Arca.

indexIn un passo del Secondo Amante di Lucrezia Buti, libro autobiografico sulla sua adolescenza, d’Annunzio, il poeta cantore della velocità, l’anticipatore del Futurismo, ricorda l’incontro che ebbe con il Compianto, il capolavoro quattrocentesco di Niccolò Dell’Arca, ma soprattutto straordinario esemplare antico di arte dinamica. Accompagnato dal padre nel santuario di Santa Maria della Vita il giovane poeta si imbatte nelle mirabili terrecotte allora relegate in un buio sottoscala, coperte di polvere e ragnatele: la vista di quel gruppo lo sconvolge: a colpirlo è il movimento, l’agitazione impetuosa di dolore delle Marie.

Infuriate dal dolore, dementate dal dolore erano le Marie. Una, presso al capezzale, tendeva la mano aperta come per non vedere il volto amato; e il grido e il singulto le contraevano la bocca, le corrugavano la fronte il mento il collo. La Maddalena certo giungeva di lungi, dopo un’ora o un millennio d’ambascia, in atto di precipitarsi come su una preda agognata. Il suo amore e il suo dolore sembravano smaniosi di divorare. Un gran vento era nella sua veste: il vento delle cime inaccessibili era nel¬la sua veste, come nei pepli delle Vittorie. Era una specie di Nike mostruosa, alata di lini. Le bende svolazzanti le facevano alata la testa; i lembi del manto impigliati ai gomiti le sbattevano indietro come vanni. La bocca era dilatata dall’ululo, rappresi erano gli occhi dal pianto, distorte le dita.

A raccontare le sensazioni, le suggestioni, i segreti di questo capolavoro scultoreo saranno Paola Goretti, filologa, studiosa e docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, e Raffaella Morselli, docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Teramo.

Presso Palazzo Saraceni rimane visitabile fino al 10 novembre la mostra “D’Annunzio a Bologna: e séguito a vivere, studiosamente voluttuosamente”. Le celebrazioni del capoluogo emiliano termineranno con l’esposizione dell’Isotta Fraschini, la celebre vettura del Vate che per la prima volta uscirà dai cancelli del Vittoriale per arrivare, dal 12 al 19 novembre, a Palazzo Pepoli, Museo della Città.