VALSUGANA – Operazione antibracconaggio

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Azione antibracconaggio nei giorni scorsi in bassa Valsugana, che ha visto coinvolto un bracconiere residente a Borgo, che cacciava nella riserva di Torcegno. Una lunga serie di indagini con acquisizione di informazioni, appostamenti e osservazioni in campagna, ha fatto convergere l’attenzione della Forestale su un sessantanovenne seguito da tempo per ragioni di sospetta detenzione illecita di armi e di trofei di ungulati e probabile responsabile della sparizione di una fototrappola collocata a fini di controllo sul territorio.

antibracconaggio (18)Forestali delle stazioni di Borgo, Pieve e Strigno assieme a guardiacaccia dell’Associazione Cacciatori trentini e Custodi forestali del Consorzio Custodia forestale Telve, hanno proceduto, di primo mattino, a effettuare una perquisizione nei vari edifici di proprietà del sospettato a Borgo, a Torcegno e a Telve di sopra. L’operazione ha avuto pieno successo essendo venuti alla luce armi non denunciate, modificate, un vecchio moschetto modello 91 con matricola abrasa ancora in grado di sparare, con adatto ed efficiente munizionamento, un visore notturno, un puntatore laser (congegni questi ultimi perfettamente compatibili con l’abbattimento di fauna in condizioni di buio o di scarsa visibilità). Ed ancora: durante le perquisizioni sono venuti alla luce vecchi otturatori e grilletti, canne artigianali per utilizzare calibri diversi con uno stesso fucile, un faro brandeggiabile, munizioni di vario tipo e calibro, alcuni trofei d’ungulato privi di certificato d’origine, carne di capriolo ordinatamente conservata in freezer datata ottobre 2013 sui contenitori (per la cronaca il protagonista non ha denunciato nella presente stagione venatoria alcun abbattimento). Infine, è stata recuperata la fototrappola scomparsa. L’uomo, oltre alle solite imputazioni “da bracconiere” dovrà rispondere pertanto all’Autorità giudiziaria, a cui è stato ovviamente denunciato, anche del reato di furto.