BRESCIA – “Et manchi pietà” tra arte, video e musica antica

0

Quando arte, performance video e la musica antica dell’Accademia d’Arcadia, compagnia vincitrice del Premio Hystrio – Castel Dei Mondi 2013 che suona strumenti originali e di Anagoor, si fondono in un connubio, il risultato è “Et manchi pietà”, un progetto ispirato all’opera di Artemisia Gentileschi.

FATHER 1_web“Il progetto nasce dall’esigenza di dar vita a una creazione multimediale e multidisciplinare di videoart/musica dal vivo che, partendo dall’opera della pittrice Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli ca. 1656), si propone di esplorare alcune particolarità della pittura e della musica del primo barocco italiano, mettendo in risalto le specificità creative e il loro portato emotivo.

Figlia di Orazio Gentileschi (uno dei primi pittori caravaggeschi italiani), e fino a pochi decenni fa ricordata soprattutto per la vicenda del processo per stupro – intentato al collaboratore del padre Agostino Tassi, da cui fu violentata non ancora diciottenne – Artemisia ha dovuto attendere oltre trecento anni per veder riconosciuto appieno il proprio valore come pittrice. La figura artistica di altissimo livello di Artemisia è stata rivalutata prima dal Longhi, e in seguito da vari studi e mostre a partire dal 1991. La grande mostra (forse la più completa ad oggi) svoltasi a Milano a Palazzo Reale dal 22 settembre 2011 al 29 gennaio

2012 ha restituito all’artista romana piena dignità artistica: in seguito alla visione della mostra è nata l’idea del seguente progetto. La performance, della durata di 1h e 15’, consiste nell’esecuzione di musiche di Monteverdi, Rossi, Strozzi, Kapsberger, Trabaci, Merula, Landi, Castello, Fontana con strumenti d’epoca. Ai 13 brani, eseguiti da un soprano e da un ensemble di 13 strumentisti, corrispondono gli altrettanti capitoli visivi del film proiettato su un grande schermo. Musica, narrazione ed immagini si stringono in un intreccio teatrale indissolubile.

Evocare per immagini una figura emblematica come quella di Artemisia Gentileschi, la cui produzione iconografica, già di estrema e autonoma potenza, si legò fin da subito nell’immaginario collettivo così vorticosamente e a doppio filo agli scenari di una vita tempestosa e violenta, è una sfida. Concepire un apparato visivo che dialoghi in equilibrio con la musica antica senza imporsi come medium dominante è un’altra sfida. Anagoor in stretta collaborazione artistica con Accademia d’ Arcadia raccoglie queste sfide e progetta un dispositivo per una grande visione che si sprigioni in concerto con la musica. Tredici grandi quadri, tredici stazioni di una vita, sposano altrettanti brani musicali di Monteverdi, Merula, Strozzi, Castello, Landi, Rossi, Falconieri, Fontana, Trabaci, Marini, traducendone l’umore melanconico o quello violento o quello esuberante, legandoli indissolubilmente ai temi pittorici della Gentileschi e ad un gesto artistico dalla potenza rabbiosa la cui eco è capace di permanere come un fantasma a distanza di secoli.

FIRE 9_ SELFPORTRAIT_webPur celebrando l’importanza della pittura di Artemisia, emancipata ormai dagli aspetti scandalistici e dall’influenza artistica del padre, Anagoor sceglie come di consueto, nella propria produzione, di non separare l’arte dalla vita, di non costringere l’atto artistico in asettici compartimenti stagni. Bensì preferisce accordarci a quella nota dominante che lega insieme le scelte delle composizioni, dei temi e dei colori: quel tuono evidente che pur anche non legato obbligatoriamente al fatto traumatico, dice del dolore umano che informa di sé il gesto artistico. E si accinge a dar vita ad un dedalo di immagini che riveli, nell’intrico, la potenza di un fiore che sboccia dal lutto, dalla coercizione e dal sangue.

Ottima liutista amante della musica, Artemisia Gentileschi intrattenne rapporti anche epistolari con celebri musicisti suoi contemporanei. L’impaginato musicale segue le vicende di Artemisia durante i suoi soggiorni nelle principali città italiane (Roma, Firenze, Venezia e Napoli) e presenta brani di compositori attivi in quelle città negli stessi anni. Sono stati selezionati i compositori più rappresentativi e i brani volti a illustrare al meglio un percorso estetico ed emotivo evocati dalla narrazione dell’istallazione video.  Il primo trentennio del secolo, affrancandosi progressivamente dall’estetica tardo rinascimentale, elabora un linguaggio del tutto nuovo: rappresenta perciò uno dei periodi più importanti dell’arte musicale, un lasso di tempo in cui la musica italiana, scardinando le vecchie regole dell’estetica classicistica, da vita a nuove forme.

(La nascita della monodia e dell’opera, l’uso di forme aperte, lo sviluppo della musica strumentale, la teoria degli affetti, l’attenzione al testo declamato, lo sviluppo di un nuovo linguaggio armonico, l’apertura dei primi teatri pubblici: tutte manifestazioni di un mondo musicale immerso in un vortice di cambiamenti estetici e di linguaggio profondi, che, pur derivando in gran parte dallo sviluppo e dalle pratiche del periodo precedente, segnano per molti aspetti l’inizio dell’era moderna, anche nella convinzione che la musica abbia il potere di “muovere gli affetti” e suscitare emozioni). L’estetica barocca del primo Seicento ragiona sulla negazione stessa delle regole e delle certezze, la loro asimmetria, il contraddire, lo stupefare, il meravigliare: la musica e l’arte danno forma all’Infinito e alla ricerca di esso attraverso il principio della meraviglia, l’uso abbondante della metafora e del simbolo, l’illusione del sogno e la prospettiva della metamorfosi universale della realtà. Spesso questa musica predilige il bizzarro e lo “stravagante”, avvicendando contrasti e dissonanze all’interno di forme libere che sembrano rifiutare la simmetria: è un’arte che vuole allo stesso tempo stupire, intimorire, commuovere, richiedere partecipazione e suscitare passione. Una musica in perenne tensione che spesso rappresenta anche una cultura della trasgressione e di intensi eccessi: caratteristiche che la legano indissolubilmente ai temi estetici elaborati nei dipinti di Artemisia ”

L’appuntamento è presso Sala Grande del Teatro Grande, a Brescia, il 15 novembre 2013 alle ore 21.

Chi, nell’attesa, voglia scoprirne di più e sbirciare il trailer e il video promo, clicchi QUI.

I biglietti saranno in vendita il giorno dello spettacolo alla Biglietteria del Teatro Grande: platea e palchi I-II-III ordine € 15 ; palchi IV ordine, I e II galleria € 10.