BRESCIA – Corti al Carmen Town con Detour e Milano Film Festival

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Carmen Town, in collaborazione con l’associazione culturale Detour e con Milano Film Festival, ha organizzato una selezione di cortometraggi italiani e internazionali che verranno proiettati domenica 10  novembre 2013, dalle 20, al Carmen Town in via Fratelli Bandiera 3.

walrus
Walrus

Iniziamo col presentarveli:

“Hermeneutics” è stato prodotto da Alexei Dmitriev in Russia, nel 2012:

“Le truppe tedesche attaccano. Una serie di esplosioni nelle notti della seconda guerra mondiale. Siamo di fronte ad un semplice film di guerra? Utilizzando filmati d’archivio, il giovane regista Alexei Dmitriev traccia una linea narrativa indipendente dalla storia e dalla pura documentazione, fuori dal tempo, figlia di un linguaggio del tutto nuovo e differente. L’autore la definisce illustrazione visiva dell’ermeneutica, un’opera sperimentale che ci insegna che non sempre ciò che abbiamo di fronte è quello che crediamo di vedere. La tradizione del montaggio sovietico, con le sue teorie e sperimentazioni sulla percezione e l’interpretazione, sembra non essersi mai interrotta”.

Il secondo corto è “Walrus”, di Christoph Reiner, prodotto in Austria nel 2009.

“Scena fissa, un gruppo di amici è seduto a un tavolo sul fondo, non sentiamo cosa si dicono. Seguiamo la storia di amore di uno di loro, tutto attraverso una telefonata, con risvolti imprevedibili. Da un regista che ama giocare con il cinema e spiazzare lo spettatore. E come non pensare al Lennon di I am the Warlus – Io sono un tricheco – concepita dall’autore come ossessivo nonsense in risposta a chi cercava a tutti i costi significati reconditi nei suoi brani…”

E’ poi il turno di “Midi (Noon)”, realizzato in Canada nel 2008 da Dan Popa: “Mezzogiorno su un terrazzo di un sobborgo canadese. Lui è assorto nelle sue attività quotidiane: la creazione di piccoli pesci da regalo, le lezioni di francese. Lei prova in tutti i modi a stimolare la sua curiosità, le sue parole. Ma niente. A raccontarlo, Midi sembra un minuscolo istante di vita di una coppia. Le immagini, al contrario, contengono una vita di rimorsi e frustrazioni, ma anche la sincera speranza che, in fondo, non è tutto perduto. Il sole a mezzogiorno non si vede ancora”.

I fratelli Buharov, Igor e Ivan dopo aver vinto il premio Aprile nel 2008 con il loro lungometraggio Lassu Tukor, tornano con “Molytej (Mothmilk)”, un corto di cui curano solo la regia, e non la sceneggiatura. Cliccando qui potrete avere maggiori informazioni.

Toccherà poi a From Dad to Son, di Nils Knoblich, prodotto in Germania nel 2012: “La corrispondenza tra un figlio in carcere e il padre, contadino, senza più aiuto per continuare ad arare il campo. Fino ad una svolta inaspettata. Brillante animazione dall’autore di The Burning Haus, in Maratona nel 2010”.

In “Bake a Cake”, Di Aliocha, Francia, 2012, “Sei amici di mezza età si ritrovano per una cena in casa. Innocui scherzi, battute tra i denti, simboliche prove di forza e riflessioni al confine tra filosofia e gastronomia. Poi, una confessione scioccante, semina il silenzio. Dopo l’estatico La conduite de la raison (Concorso MFF 2011), il franco-polinesiano Allard aggiunge un nuovo tassello alla complessa commedia umana che è la sua filmografia: il passaggio all’età matura. Se fare un bilancio è una tentazione di cui si vorrebbe fare a meno, il valore dell’amicizia resta un perno, irrinunciabile quanto crudele. Sempre in bilico tra finzione e documentario, Allard ha il passo sensibile di chi sa entrare nel privato senza farci sentire invadenti”.

“Saltare, saltare in una stanza e saltare in camera”. Questo il filo conduttore di “Collide-O-Scope”, di Naren Wilks, Uk, 2010: “Nell’occhio della camera che ti moltiplica per quattro. È così che in questo breve film seguiamo un ragazzo in giacca mentre esegue una sorta di ballo rituale. Un cortometraggio sperimentale in bianco e nero che mescola analogico e digitale girato utilizzando quattro cineprese Super-8 per filmare una sola azione da diversi angoli. Dalla loro collisione, montata in digitale, ecco un nuovo modo di vedere. E di saltare”.

Actus
Actus

“Actus”, Di Kika Nicolela, è ambientato in Brasile, nel 2010: “Interno familiare. Una coppia si perde in una futile discussione tra un microonde e una manicure. Pur variando continuamente, la scena si ripete all’infinito. L’artista Nicolela porta alle estreme conseguenze la confusione tra realtà e messa in scena per mostrare limiti e potenzialità dell’essere spettatore. La geniale idea narrativa è al servizio di una variazione corrosiva sul tema dell’abitudinarietà dei rapporti di coppia. Il gioco è trovarne i mille trucchi. E una fetta di torta”.

“L’art délicate de la matraque”, di Jean-Gabriel Périot, Francia, 2009, si sviluppa sulle note di This is not a love song: “scorrono sullo schermo immagini di repertorio di pestaggi della polizia sui civili. Il regista Jean Gabriel Periot prosegue nel suo personale percorso di recupero della memoria e di lettura della storia e della violenza attraverso il montaggio di materiali d’archivio. Questo film fa parte di un’opera collettiva, Outrage & Rebellion, nata in seguito a un’aggressione della polizia a Montreuil il 9 luglio 2009”.

Si chiuderà con “Fais croquer”, Di Yassine Qnia, prodotto in Francia nel 2011. Il corto propone la storia di Yassine: “Giovane cinefilo della banlieue alle prese con il suo primo film: tra attori che lo abbandonano e riserve improbabili, la decisione di affidarsi al supporto degli amici di sempre. Sarà davvero la scelta giusta? Il sogno di un ragazzo che si incontra e si scontra con l’invadenza e l’inerzia dei compagni di una vita. Debutto del giovane Qnia, qui al suo primo Festival internazionale, che esordisce con una commedia dai risvolti amari, sull’amicizia e sul fare cinema, l’entusiasmo e il disimpegno, con un occhio a Jim Jarmusch e uno a Kevin Smith, senza dimenticare il mondo dei quartieri popolari francesi e senza prendersi troppo sul serio. La serata è ad ingresso gratuito.