BRESCIA – Anche Coldiretti si schiera contro il biogassificatore a Lonato

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Aumenta la terra bruciata intorno al progetto di un’enorme  centrale biogas a Lonato, che potrebbe sorgere a pochi chilometri dalle sponde del lago. L’ultima autorevole voce aggiuntasi al coro dei “NO” è quella della Coldiretti.

coldiretti1L’associazione dei coltivatori non è pregiudizialmente contraria agli impianti biogas, ma sostiene i progetti agro-energetici di piccola e media taglia, alimentati anche da una singola azienda con reflui zootecnici ed altri input controllabili. Al contrario, “il progetto della Valli ha una natura industriale ed un’impostazione diametralmente opposta alle soluzioni che Coldiretti guarda con favore – si legge in una nota del gruppo – Le notevolissime dimensioni del progetto (3 megawatt) sono già di per sè garanzia di una consistente movimentazione di materiale necessario ad alimentare l’impianto, rifiuti che verosimilmente dovranno essere raccolti anche a notevoli distanze dal sito in cui è collocato l’impianto stesso. A questo importante impatto si sommano le conseguenze negative dovute alla dimensione fisica delle strutture e dei silos. L’impatto paesaggistico ed ambientale negativo prodotto dall’impianto in questione è sicuramente incompatibile con un’area che per il proprio sviluppo sta facendo leva sul turismo, sull’agriturismo e sulle produzione agroalimentari di eccellenza”.

Pochi giorni prima, l’impianto era stato bocciato pure dal Consorzio albergatori di Desenzano e dall’associazione archeologico naturalistica “La Polada“.

In questa fase in cui si parla di EXPO 2015 e di sito MONDIALE UNESCO – scrivono in un’accorata lettera gli albergatori desenzanesi –  la costruzione e l’attivazione di un biogassificatore in una zona morenica con le falde acquifere a contatto con le acque del Lago di Garda potrebbe essere un serio pericolo per l’integrità del territorio. Dopo anni di “cementificazione selvaggia” nel Basso Garda, se veramente e non solo a parole la Provincia di Brescia crede nella tutela del territorio e nella risorsa turismo riteniamo debba rivedere quanto sembra già deciso

La Polada, a sua volta, ricorda che nel raggio di 1,5-2,0 km dal sito destinato alla costruzione dell’impianto, sono presenti l’area archeologica del Lavagnone, recentemente inserita nel patrimonio UNESCO, e quella delle Fornaci Romane di Lonato. “Entrambi i siti dovranno essere inseriti, in un futuro molto prossimo, nei percorsi turistici gardesani in quanto testimonianze importante dell’Età del Bronzo e dell’Età Romana insieme ai numerosissimi siti archeologici preistorici e romani presenti nel basso Garda”.

A parte quello dei propositori, è innegabile che il progetto non abbia al momento ottenuto grandi consensi. Anzi.