APRICA – Il PalaSport si emoziona davanti allo spettacolo di Don Bosco

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Ha mantenuto le promesse il musical su Don Giovanni Bosco messo in scena ieri sera al Palazzetto dello Sport di Aprica come primo regalo agli ospiti del semestre invernale, inaugurato nel ponte di Ognissanti. I protagonisti dello spettacolo (i giovani e meno dell’Oratorio Beata Suor Maria Troncatti della vicina Corteno Golgi) sono stati più volte applauditi dal folto pubblico che ha gremito le scalinate e la platea per lo spettacolo voluto dal vicesindaco e assessore Bruno Corvi.

Spettacolo Don Bosco ApricaLibero adattamento dell’opera di Renato Biagioli e Pietro Castellacci, si è trattato di un complesso di canzoni, parti recitate e balletti che almeno cinquanta tra protagonisti principali e meno, compresi molti bambini, hanno condotto per circa tre ore. Piacevole scoperta la voce del protagonista principale, Matteo, spalleggiato da alcune interpreti femminili, tra le quali Silvia (Suor Mazzarello) e Monica (Maria Ausiliatrice). In prima fila ad applaudire lo spettacolo, insieme alle autorità civili, c’erano anche i parroci dei due Comuni Aprica e Corteno Golgi, rispettivamente Don Augusto Azzalini e Don Alessandro Nana.

Il nuovo santuario di San Pietro, realizzato anni fa da Don Augusto, è dedicato proprio a Maria Ausiliatrice e che al suo interno, oltre a essere custodita una reliquia di Don Bosco, appariscente è la grande decorazione in metallo su una delle paeri laterali all’altare: un albero con al centro la Madonna e sui rami i frutti rappresentati proprio da Don Bosco, da Suor Maria Domenica Mazzarello e da Suor Maria Troncatti, missionaria neo beata originaria di Corteno. Don Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani, divenne famoso per la sua opera a favore della gioventù. “Anche se vissuto nell’Ottocento – spiegano dalla Compagnia – il santo dei giovani risulta una figura estremamente attuale per il suo innovativo metodo di educazione.

Un prete da strada, che sottraeva i ragazzi alla malavita, permettendo loro di studiare e imparare un mestiere alternando momenti di gioco a momenti di preghiera”. Don Bosco, un operaio di Dio, inizia da un suo sogno di ragazzi che giocano in cortile, scena da cui prende vita il racconto in prima persona del parroco, che si troverà a dover affrontare le difficoltà della propria missione, come l’incontro con il diavolo, l’esorcismo di una ragazza, il colera e lo scontro su alcuni temi con i propri superiori.