NEWGEN VOICE – Service tax: dal 2014 arriva la nuova tassa “supposta”

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Definirla ‘supposta’ forse è un po’ azzardato, ma non troppo. Dopo tante promesse, dopo parole e parole spese per descrivere un’Italia migliore e dopo l’abolizione dell’odiosissima Imu, arriva lei…arriva la Service tax. Ogni tassa ha un nome suo proprio, già: prima c’era l’Ici, poi è arrivata l’Imu e dal 2014 si parlerà di – ‘italianizzando il termine’ – Tassa sui servizi.

La sua introduzione è stata annunciata il 28 agosto scorso e andrà a sostituire Imu e Tares. “La prima casa è sacrosanta”, urlavano a destra. “L’Imu devono pagarla solo i ricchi”, controbattevano a sinistra. In sostanza nulla è cambiato, se non il nome. Ribatezzata Trise (la fantasia non manca mai ai nostri politici), la nuova tassa andrà a colpire tutti i cittadini e non solo i proprietari.

00-service taxNon è ancora chiaro se come base imponibile verranno prese in considerazione le attuali rendite catastali od i valori di mercato, ma sembra più probabile venga adottata la prima soluzione, che tra l’altro porrebbe un problema antico, giacché il catasto italiano non fotografa in modo fedele il panorama abitativo italiano. Si ipotizza un’aliquota minima del 3/3.5 per mille o di 30/35 centesimi a metro quadrato per ogni immobile e la tassa prescinde dall’esistenza di un diritto reale sulla casa. I Comuni potranno tuttavia aumentare il carico fiscale, a condizione che la somma pagata in totale non finisca col superare il tetto massimo di quella che era l’Imu. In ogni caso, all’aliquota patrimoniale di base verrà applicato un tetto massimo. Per quanto riguarda la Tari, conglobata nella Trise, essa sarà agganciata al ciclo dei rifiuti urbani e sarà calcolata dai Comuni in base ai volumi di smaltimento ed ai relativi costi. In sostanza andrà a colpire in maniera più pesante i nuclei familiari che inquinano maggiormente. Anche gli inquilini dovranno pagare tale tassa, ma si pesa ad uno sbarramento nel senso che la Tari non dovrebbe assumere un valore superiore al 25% dell’intera imposta. Quanto alla Tasi, essa andrà a riguardare il godimento dei cosiddetti beni indivisibili, come l’illuminazione stradale, la manutenzione degli edifici pubblici, la progettazione di nuovi lavori, l’anagrafe, a manutenzione dei marciapiedi ed i servizi di viabilità. Essa verrà calcolata in base al reddito e al numero dei componenti del nucleo familiare.

Quanto al metodo di pagamento, la Service tax dovrà essere pagata in 4 rate, ma chi vorrà potrà pagarla in un’unica soluzione nel mese di giugno. Intanto il Governo sta ancora studiando il nuovo tributo, che finirà con l’essere un’asse portante della Legge di stabilità per il triennio 2014/2016. L’obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre il carico fiscale sulle abitazioni principali e di razionalizzare le ‘tasse sul mattone’. Le due vie su cui la Service tax poggerà saranno appunto legate al ciclo dei rifiuti e ai servizi indivisibili. Ovviamente il tutto sarà calibrato sul patrimonio in nome di quella progressività nella tassazione di cui ogni stato davvero democratico dovrebbe essere dotato.

SITUATIONSIn sostanza, però, la nuova tassa sarà a completa gestione comunale: il che implica che i sindaci, in funzione dei costi di gestione, avranno carta bianca – o quasi – nel dettare la disciplina del prelievo fiscale. A manovrare la Service Tax saranno esclusivamente i sindaci nel rispetto del principio federalista “vedo, pago,voto”. Il tutto in un circolo vizioso in cui lo Stato toglie ai Comuni e questi, per far fronte alle varie spese, si vedono costretti a togliere soldi dalle tasche dei cittadini. Come se quelle che già paghiamo non bastassero per far fronte alle spese e agli sprechi pubblici.

La futura Service tax, che entrerà in vigore a partire dal 2014, si muoverà nel solco dettato dai principi comunitari partendo da quello più noto di “chi inquina paga”. Dovranno inoltre essere rispettati i vincoli imposti da Bruxelles in materia di raccolta differenziata. La novità è che le tariffe sui rifiuti non dovranno essere calibrate sulle esigenze dei Comuni di far cassa ma si dovrà partire dal piano economico e finanziario. Ma si sa, fatta la legge fatto l’inganno: senz’altro nei prossimi anni saliranno i costi di smaltimento dei rifiuti.

Ecco spiegata la definizione in partenza: italiani, preparatevi alla prossima supposta!

1 Commento

  1. e uno schifo, non ho parole, vogliamo fare una rivoluzione cari italiani a tal proposito? visto che ci tartassano di tasse come vogliono loro, e tutti dico tutti, i politici che sono stati votati da noi non si privano di nessun privilegio, per non parlare dei loro stipendi e vitalizi, cifre da capo giro, e noi povere disgraziati che con 1000,00 € a chi li prende, dobbiamo sopravvivere e pagare tutte le tasse (supposte ) che loro ci eifilano

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