TRENTINO – Alunni non vedenti, un bilancio del modello trentino

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Nelle scuole trentine, dalle scuole dell’infanzia alle superiori, vi sono 74 alunni non vedenti e ipovedenti, ognuno dei quali è affiancato durante l’intero percorso scolastico da un Facilitatore della comunicazione e dell’integrazione scolastica (figura unica sul territorio nazionale) e da un Lettore a domicilio, figure specializzate appositamente formate dalla Cooperativa Irifor del Trentino.

A dieci anni dall’introduzione nel sistema scolastico provinciale di tali figure, Irifor ha voluto fare un bilancio del progetto che la vede impegnata con il Servizio Istruzione della Provincia autonoma di Trento, per promuovere una scuola integrata e inclusiva per gli studenti non vedenti e ipovedenti, organizzando un convegno a Palazzo Geremia aperto dal presidente della Provincia e dall’assessore provinciale all’istruzione. Terreno di indagine la ricerca condotta nel maggio 2013, con la collaborazione del Settore Coordinamento Bes (Bisogni educativi speciali) della Provincia e della Libera Università di Bolzano, che ha visto coinvolta una settantina di istituti della provincia, con i rispettivi dirigenti, referenti Bes, docenti, classi e studenti non vedenti e ipovedenti. Un bilancio positivo sul quale si innestano riflessioni e proposte di ulteriori sperimentazioni per migliorare ancor più il “modello trentino” dell’integrazione scolastica dei non vedenti e ipovedenti.

Alunni non vedentiDall’analisi emerge che il percorso di integrazione e inclusione sta seguendo negli anni un trend positivo, rispetto al passato, pur restando un margine di miglioramento, colmabile solo con l’implementazione di buone prassi da parte di tutta la rete di attori coinvolti. Ecco perché Irifor – l’Istituto per la ricerca, formazione e riabilitazione, diretta emanazione dell’Unione italiana ciechi, la cui sezione trentina è stata costituita alla fine degli anni ’90, e la cooperativa sociale che porta lo stesso nome nata nel 2008 per creare in provincia un centro all’avanguardia e d’eccellenza per la prevenzione e riabilitazione visiva – promuovono non solo l’intervento diretto sullo studente non vedente e ipovedente, ma anche numerose attività di sensibilizzazione rivolte a scuole e cittadinanza, come laboratori didattici ed eventi al buio (bar, cene e concerti).

Per favorire integrazione e partecipazione, risulta fondamentale il lavoro sinergico a più livelli, in cui è necessario non solo trasmettere competenze tiflologiche a docenti e compagni, ma anche capacità relazionali che abbattano stereotipi e favoriscano una reale inclusione sociale. Competenza, passione, disponibilità al confronto ed a cercare nuove strade: sono queste le qualità che l’assessore all’istruzione ha riconosciuto ad Irifor, sottolineando uno stile che caratterizza l’approccio di Irifor in un contesto delicato nel quale occorre saper rispettare equilibri e dinamiche delicate.

Il tema dell’integrazione scolastica per i bambini, ragazzi e giovani portatori di Bes non si esaurisce però nell’ambito scolastico e formativo, ma si riverbera – come ha sottolineato il presidente della Provincia – sull’intera comunità. Per il presidente non si tratta solo di favorire e facilitare i processi di apprendimento, ma di fare in modo che nessuno si senta estraneo alla comunità e alla sua “anima. In un momento difficile come questo, anche in una realtà come la nostra, è però importante che ognuno faccia la propria parte nel rispettivo ambito di attività.