SALERNO – “Twist”, l’incidente in grotta sott’acqua diventa esercitazione

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Due subacquei dispersi nella grotta di Cala Fetente dopo un forte maremoto che ha colpito la costa tirrenica. E’ lo scenario affrontato dai tecnici speleosubaquei del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico durante la prima giornata d’intervento dell’esercitazione “Twist”, l’appuntamento internazionale in scena da ieri a Salerno e organizzato dal Dipartimento Nazionale della Protezione civile. Ieri mattina la Prefettura della città campana ha chiesto l’attivazione del Cnsas segnalando la scomparsa di due appassionati di immersioni in grotte allagate, sorpresi dall’onda di tsunami mentre si immergevano nella cavità nei pressi di Palinuro.

Esercitazione TwistCon due imbarcazioni, messe a disposizione dai diving locali, i tecnici del Cnsas sono stati accompagnati nella piccola baia davanti all’entrata della grotta. A coordinarli, dal porto della piccola frazione, è stato un centro operartivo mobile, affiancato da una camera iperbarica trasportata vicino al luogo delle operazioni tramite un mezzo. A immergersi sono state due squadre d’intervento, supportate da alcuni operatori a bordo delle barche.

La prima unità ha installato una sagola guida, un “filo d’Arianna” utilizzato nelle cavità allagate per essere certi di ritrovare la strada del rientro, in condizioni di scarsa visibilità e lungo i meandri delle grotte sotterranee. Sono state disposte, secondo le procedure di sicurezza, anche alcune bombole di ‘bailout’ di riserva, utili nel caso un’emergenza pregiudichi il corretto funzionamento delle singole attrezzature personali. Durante le operazioni di messa in sicurezza della grotta, a circa 170 metri dall’ingresso è stato individuato il primo subacqueo disperso, purtroppo senza vita.

A poca distanza è stato trovato il compagno. La prima squadra ha segnalato la posizione dei due dispersi con la sagola guida. E’ poi uscita per avvisare la seconda squadra addetta al recupero. Le operazioni di rimozione dei corpi sono andate avanti fino alle 14,30, quando due tecnici del Cnsas sono rientrati per l’ultima volta nella cavità per recuperare la sagola guida e le bombole d’emergenza, utilizzando veicoli subacquei “acquascooter” che permettono di muoversi ad alta velocità sotto il livello del mare, risparmiando tempo ed energie. Il rientro in porto è avvenuto attorno alle 15,30, orario nel quale i corpi dei due dispersi sono stati consegnati alle autorità portuali.