MILANO – FederPetroli scrive al Governo. “Usiamo nostri giacimenti per produrre energia”

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Sulla situazione riguardante l’indotto petrolifero italiano e la questione su ricerca, esplorazione e produzione di idrocarburi a terra ed in mare in Italia, la FederPetroli Italia ha inviato una lettera al sottosegretrario allo Sviluppo Economico Simona Vicari chiedendo di poter fornire un contributo tecnico all’attività ministeriale nell’ambito del settore energetico anche in occasione dei tavoli tecnici istituzionali per la direttiva Ue sulla sicurezza offshore e delle operazioni in mare settore idrocarburi che hanno avuto inizio. Il presidente della FederPetroli Italia Michele Marsiglia nella lettera evidenzia l’impegno che da anni la Federazione sta compiendo nella divulgazione di informazione e trasparente operatività nel settore dell’Oil e Gas, con l’obiettivo di dare un contributo alla conoscenza di cosa vuol dire petrolio e gas in Italia e quali le prospettive occupazionali e derivanti dall’indotto petrolifero. Ecco il testo che il gruppo aveva scritto nel settembre scorso per sottolineare il periodo di stallo.

Bacini petrolioDopo la polemica che nelle ultime settimane ha toccato l’argomento sulla grande disponibilità di idrocarburi nel sottosuolo della Basilicata, FederPetroli Italia invita a non dimenticare tutte le zone con possibili potenziali di idrocarburi (petrolio e gas) presenti in Italia, sia a terra che in mare. E’ il presidente della FederPetroli Italia che si inserisce nella vicenda ricordando che “è da anni che continuiamo a lottare per far capire alle regioni e a parte della popolazione che nella nostra amata terra c’è un grande potenziale energetico con piena sostenibilità ambientale, ancora da sfruttare. E’ inutile continuare a lottare e polemizzare sulla Basilicata, sappiamo che ancora oggi la Regione rappresenta un grande giacimento di risorse energetiche e ancora un numero considerevole di progetti di esplorazione idrocarburi fanno fatica a decollare.

E’ necessario prendere in considerazione in Italia gli investimenti stranieri che rischiano di essere vanificati, come l’importante progetto “Ombrina Mare” a largo delle coste abruzzesi, concessioni onshore ed offshore in Puglia, i progetti in Sardegna per non parlare di altre regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche e Sicilia, mentre la Grecia, Montenegro, paradisi ambientali come le Seychelles e l’Islanda pubblicano gare aperte a tutte le aziende petrolifere per nuove esplorazioni. Si pensa sempre – continua Marsiglia – che trivellare ed esplorare nuovi giacimenti petroliferi sia un attentato, questo è solo il frutto di un’ignoranza in materia, dove non si dà possibilità di spiegazione. Il danno che stiamo subendo è impressionante, abbiamo le aziende che hanno paura di montare un impianto di perforazione, per poi stare mesi fermi, per non parlare di tutta la parte dell’operatività di un cantiere a terra o messa in mare di una piattaforma, e i progetti restano su carta con milioni spesi e buttati al vento”.

Continua Marsiglia: “Nessun paese al mondo pensa di rinunciare a scoprire e produrre le proprie risorse di drocarburi, questo sta avvenendo solo in Italia, con il pretesto dell’ambiente, pur sapendo che questo settore e di gran lunga il più affidabile in termini di sicurezza, capacità tecnologica nonchè attenzione all’ambiente. Alla riapertura dei lavori parlamentari chiederemo alla Commissione Ambiente del Senato di essere ascoltati sul proseguimento dell’affare assegnato n.52 (Ricerca ed Estrazione Idrocarburi in mare) e forse riusciremo a dare una più completa e chiara spiegazione del patrimonio energetico, industriale e occupazionale che in Italia stiamo perdendo”.

1 Commento

  1. L’Assomineraria dice che le trivellazioni danno 5 miliardi che in 20 anni sono 100 miliardi.Io con l’acqua ed il mare produco elettricità,syngas,biofuel,idrogeno per 125 miliardi annui che in 20 anni sono 2500 miliardi.Perchè dobbiamo farci rovinare il mare per 100 miliardi quando possiamo ottenerne 2500 di miliardi.Non parlo pizzi e fichi perchè i piani sono depositati al MISE che se autorizzasse solo quelli delle trivellazioni direbbe agli italiani che non conta la convenienza economica energetica ma solo lobbies,intrallazzi e conoscenze di direttori mininisteriali.Il mare è un impronta per produrre energia ma non vuol farsi rovinare da trivellazioni inutili e antieconomiche

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