VALTROMPIA – Autostrada, l’Anas paga quattro volte di più. Altri “no”

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Si torna a parlare di autostrada della Valtrompia e, come riporta l’edizione odierna del Giornale di Brescia, i nuovi protagonisti della vicenda sono l’Anas (il gestore delle autostrade) da una parte e i proprietari dei terreni tra Concesio, Villa Carcina e Sarezzo dove passerà la nuova infrastruttura viabilistica dall’altra. I dirigenti della società in questi giorni sono proprio in valle per parlare in alcuni incontri dedicati con i proprietari offrendo loro indennizzi per acquisire i terreni e lanciare l’appalto di gara.

AnasSulla questione, come abbiamo già scritto in passato, pesa oltre ai continui ritardi burocratici, anche la giustizia amministrativa visto che il Tar prima e il Consiglio di Stato poi avevano accolto il ricorso di alcuni residenti che hanno ricevuto il decreto di esproprio dall’Anas qualche mese dopo la scadenza della dichiarazione quinquennale di pubblica utilità del Cipe. L’ultima novità in ordine di tempo è che la società autostrade, dopo aver sbloccato oltre 17 milioni di euro in un incontro avuto questa estate con la Serenissima, la società che controlla il tratto da Brescia a Padova, sta offrendo come indennizzo circa quattro volte di più rispetto ai primi contatti avuti, passando da 3 ai 13 euro per ogni metro quadrato.

Ma nonostante l’aumento dell’importo, tra i 250 proprietari interessati ci sono ancora dei “no”. L’Anas in questi giorni sta facendo tappa anche a Concesio e la proposta è quella di pagare entro la fine dell’anno chi possiede il terreno, almeno che l’opera non venga fatta. Ma il rifiuto, secondo il portavoce del Comitato per la viabilità interna di Concesio Eugenio Cagna interpellato dal Giornale di Brescia, non è definitivo perché Anas potrebbe alzare ancora di più la posta. L’ipotesi, infatti, è che la società autostradale stia facendo solo un sondaggio nella zona e in attesa di poter contare su un numero sufficiente di aree dove costruire, lancerà l’ultima offerta, magari più vantaggiosa.

L’unica soluzione perché i cantieri sulla futura autostrada possano aprirsi sembra essere l’accordo bonario con il consenso dei proprietari, perché procedendo di nuovo con l’esproprio si dovrebbe tornare daccapo dal progetto, valutazione ambientale e approvazione del Cipe per i prossimi cinque anni. Intanto, però, chi aveva ricorso al Tar di Brescia per opporsi all’esproprio tardivo sta pensando di scrivere alla Provincia per chiedere di “liberare” i propri terreni dai vincoli imposti. E se Palazzo Broletto rifiuterà, saranno pronti altri ricorsi alla giustizia amministrativa per un’altra guerra di carte bollate.

1 Commento

  1. ennesima barzelletta ….. sara’ terminata l’autostrada quando le macchine voleranno e non servira’ piu’ …… e i soldi spesi in tutti gli anni ???? mha !!!

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