VALTROMPIA – Nuovi documenti sull’Unità d’Italia locale. Le carte austriache

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Il riordino e l’inventariazione dell’archivio dell’Imperiale Regia Commissaria Distrettuale di Gardone Valtrompia e Bovegno era una delle attività programmate per l’anno in corso dal Sistema Bibliotecario e Archivistico della Comunità montana. Un intervento che, oltre a raggiungere un obiettivo posto nel 2013, ha sancito una collaborazione con l’Archivio di Stato di Brescia che conserva nella propria sede una parte del patrimonio documentale. In questi giorni l’inventario dei documenti e dei registri che risalgono al regno lombardo veneto (1815-1859) è stato sottoposto alla valutazione della Soprintendenza Archivistica per un’analisi finale. Dopo quest’ultima valutazione l’elaborato sarà reso disponibile a ricercatori, studiosi, insegnanti, studenti e appassionati. Con questo intervento il Sistema dei beni culturali e ambientali e in particolare il servizio archivistico raggiunge una nuova tappa dell’articolata azione di salvaguardia e valorizzazione dei documenti storici locali che la comunità di valle conduce da anni in concerto con i comuni.

04 Apr 2002, Slippery Rock, Pennsylvania, USA --- Original caption: The interior of the Corbis Film Preservation Facility, located in an Iron Mountain underground storage facility in Pennsylvania. The 10,000-square-foot Corbis facility houses over 13 million photographic negatives, engravings and prints. The optimal storage conditions -- below zero degrees Fahrenheit and low humidity -- will ensure that the historically valuable collection will last hundreds of years, while remaining readily accessible. The move was necessary due to the high level of deterioration of the material, which includes the Bettmann collection and the UPI archives. --- Image by © James Leynse/CORBISLo storico archivio del commissario distrettuale interessa tutti i comuni del bacino del Mella, in quanto la Commissaria durante il dominio austriaco è l’organo sovracomunale che funge da intermediario tra le comunità locali e la Delegazione provinciale. All’epoca il commissario ha precise funzioni: vigila sull’adempimento delle leggi vigenti, dirama le disposizioni delle autorità superiori, custodisce i documenti comunali del censo, forma e conserva la documentazione per le imposte, partecipa all’attività dei convocati e dei consigli comunali, all’esame delle spese, alla preparazione dei bilanci e all’analisi dei consuntivi. Si occupa di ogni ambito della vita comunale a livello politico e amministrativo: dalle aste di locazione, vendite e appalti di lavori; le nomine di impiegati, medici e parroci sono sottoposte alla sua autorizzazione.

Un ruolo quindi di primo piano che comporta la produzione nel corso degli anni di una considerevole mole di documenti per ogni comune della valle. Questi stessi documenti, dopo l’Unità d’Italia sono, ma solo in parte, riconsegnati ai Comuni a cui si riferiscono. I documenti riconsegnati agli enti sono già stati negli anni scorsi inventariati nei singoli archivi storici mantenendoli però distinti dal restante carteggio comunale. Con l’attuale intervento, ora condotto su documenti e registri conservati dalla commissaria, è stato possibile ricomporre l’organicità dell’archivio e dare un panorama completo della documentazione della prima metà del secolo XIX prodotta dal commissario e pertinente tutta la valle.

Il carteggio ora inventariato tratta nella stragrande maggioranza dei casi di sicurezza e ordine pubblico; considerando il periodo storico a cui si riferisce ci si può immaginare quali potenzialità conserva per gli studi di storia politica e sociale e per la ricerca didattica. L’intervento ha inoltre permesso di rinvenire documenti e ricomporre archivi attribuibili anche ad altri enti riuscendo a ricostruire l’arcipelago delle istituzioni dell’epoca. Sono stati recuperati infatti i fondi dei cancellieri censuari di Bovegno e Gardone, organi che con le medesime funzioni anticiparono, dal 1815 al 1819, il ruolo dei commissari distrettuali. I cancellieri e i successivi commissari avevano la giurisdizione sulle comunità limitrofe; Bovegno per i comuni da Brozzo a Collio, mentre Gardone per i comuni da Carcina a Marcheno. Nel gennaio 1853 i distretti subiscono una riduzione e in valle rimane un unico commissario con sede, dall’aprile 1854, a Gardone.

La produzione dei documenti commissariali si conclude nel 1859, ma l’archivio ha offerto altre sorprese: sono stati rinvenuti altri due fondi. Il primo riguarda il Comitato distrettuale di sicurezza pubblica, un organismo istituito in concomitanza con le insurrezioni antiaustriache del 1848; il secondo è relativo al Delegato mandamentale di pubblica sicurezza, istituzione nata nel novembre del 1859 agli albori del nuovo regno d’Italia. L’inventario ora realizzato permette quindi di avere uno strumento di consultazione che oltre ad unificare i carteggi e i registri fornisce una visione complessiva del contesto storico istituzionale del regno lombardo veneto e aspetti singolari della vita valligiana della prima metà dell’Ottocento. L’inventario, realizzato dalla Cooperativa Arca di Gardone, secondo il piano informativo archivi sarà reso pubblico mediante il sito del Sistema dei beni culturali e ambientali (SIBCA) della Comunità Montana e nel portale della Regione Lombardia come banca dati.