BRESCIA – Aib e Isfor 2000: “Giovani lazzaroni”. Cgil all’attacco

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All’inizio quasi non ci credevo e ho riletto. Ma dopo averlo fatto, ho deciso di prendere carta e penna perché fa proprio impressione leggere che il presidente degli industriali bresciani Marco Bonometti e il presidente di Isfor 2000 Saverio Gaboardi hanno utilizzato l’occasione di un incontro con gli studenti delle scuole superiori per una relazione in stile “amarcord”. Viviamo in un paese nel quale il 40% dei giovani che cerca lavoro non lo trova – si legge in una nota del segretario della Cgil di Brescia, Damiano Galletti – e che ora è pure costretto a sentire da Bonometti che “il lavoro c’è e solo i lazzaroni non lo trovano”.

Cgil protestaUn’affermazione rustica, ma tardiva e priva di innovazione: già un anno fa, infatti, l’allora ministro Fornero aveva usato il termine “choosy” (schizzinosi) per bollare i giovani senza lavoro. Da Saverio Gaboardi apprendiamo invece che una volta si stava meglio, “quando i ragazzi li mettevamo al lavoro subito, prima che arrivassero i sindacati a dire che era sfruttamento”. E non si capisce, a questo punto, se senta la nostalgia per i tempi descritti da Charles Dickens in Oliver Twist. Di sicuro non può riferirsi all’apprendistato – continua la nota – modalità che come Cgil non abbiamo mai contrastato.

Non contento, Bonometti ha anche affermato che l’Iveco è patrimonio della città (e su questo siamo d’accordo) e che deve “potersi sviluppare ma c’è sempre un sindacato che si mette di traverso”. Immaginiamo che si riferisca alla Fiom, sindacato che è stato espulso dalla fabbrica e che è rientrato in tempi recenti grazie a una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima l’esclusione della Fiom Cgil operata dalla direzione aziendale negli stabilimenti Fiat.

Ecco, va bene le parole in libertà, ma almeno in presenza degli studenti mostrare un minimo di rispetto per la Costituzione sarebbe stato forse opportuno. Capiamo l’esigenza per Confindustria di riportare la Fiat all’ovile – termina Galletti – ma dire che il gruppo è nello stato in cui si trova per colpa dei sindacati non fa onore ai tanti imprenditori che il sindacato in fabbrica ce l’hanno ma hanno fatto e continuano a fare tanti sforzi per innovare, crescere e mantenere l’occupazione.