BRESCIA – Scandalo a Giurisprudenza: Tar, concorso truccato

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Lo scorso mercoledì 9 ottobre, il Tribunale Amministrativo Regionale di Brescia s’è pronunciato sulla validità del concorso universitario risalente al 2012 indetto dall’Università degli Studi di Brescia volto ad assegnare un posto da ricercatore in economia aziendale presso la facoltà di Giurisprudenza. Il ricorso è stato presentato da Federico Manfrin, rappresentato e difeso dagli avvocati Palatina e Pelizzari: in modo particolare il ricorrente ha chiesto l’annullamento del decreto col quale il rettore dell’Università ha assegnato l’incarico, lamentando la presenza di irregolarità formali.

Tutto da rifare, hanno detto i giudici: la procedura di valutazione comparativa per il reclutamento del ricercatore universitario non s’è svolta in modo corretto.

81_2_02-029A confronto c’erano il ricorrente Federico Manfrin e il contro interessato Cristian Carini con le rispettive pubblicazioni. Il primo ha ottenuto dalla commissione giudicatrice un giudizio ‘buono’, mentre in merito al secondo il collegio s’è diviso. Da un lato il professore Arnaldo Canziani ha espresso un giudizio ‘insufficiente’, ritenendo valutabili solo alcune delle pubblicazioni presentate e considerando discutibili alcune affermazioni contenute nella monografia sull’analisi di bilancio e sul posizionamento strategico. Dall’altro lato altri membri della commissione, Fabrizio Cerbioni e Michele Pizzo, hanno espresso un giudizio ‘molto buono’. I contrasti tra i componenti della commissione giudicatrice sono poi sfociati nelle dimissioni del professore Arnaldo Canziani, motivate in una lettera inviata al rettore Sergio Pecorelli il 28 febbraio 2011. In tale lettera si legge che Manfrin sarebbe stato il vincitore naturale della procedura, se un commissario non avesse inserito a verbale osservazioni non corrispondenti al vero. Il rettore dell’Università di tutta ha risposta ha dichiarato decaduto dalla commissione giudicatrice il professor Canziani, sostituito dal professor Claudio Teodori. Il collegio giudicante, nella nuova composizione, ha valutato il candidato Manfrin ‘pienamente sufficiente’, il controinteressato Carini ‘molto buono’, con la conseguenza che sarebbe stato quest’ultimo ad aggiudicarsi il posto.

In effetti il professor Claudio Teodori ha in comune o in curatela con Carini ben nove pubblicazioni sulle diciassette esaminate e pertanto avrebbe dovuto astenersi dallo svolgere l’incarico affidatogli dal rettore. Il Tar d Brescia lo ha ritenuto incompatibile con la carica di membro della commissione, non potendosi considerare integrato il requisito della terzietà. Il rapporto fra Teodori ed il vincitore del concorso andava al di là della semplice relazione tra maestro e allievo, ma si concretizzava in forme di collaborazione per conto di soggetti pubblici e privati al di fuori dell’ambito universitario. I due, insomma, lavoravano insieme.

I magistrati bresciani hanno quindi accolto il ricorso. Arnaldo Canziani, professore amatissimo dagli studenti non solo per la sua preparazione ma anche per la sua integrità morale, aveva denunciato a suo tempo i favoritismi dei membri della commissione nei confronti del candidato risultato vincitore. Peccato che nessuno gli abbia dato o abbia voluto dargli ascolto. Si conclude quindi una vicenda che lascia un po’ d’amaro in bocca che testimonia come il nepotismo e le raccomandazioni, anche nel settore pubblico, siano purtroppo all’ordine del giorno. Un malcostume al quale si avverte la necessità di porre rimedio quanto prima.

Concludo con una piccola postilla: avendo avuto modo di assistere alle sue lezioni, mi sento di esprimere la mia vicinanza al professor Arnaldo Canziani, che ha dimostrato quell’onestà intellettuale che purtroppo a pochi appartiene. Sarebbe cosa giusta reintegrarlo nel ruolo, un ruolo che ha ricoperto con capacità e comprovato senso di dovere e dell’onore.