Digiuno contro il cemento: la staffetta passa a Dario Balotta

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Dopo due settimane, il fondatore dei “Beati costruttori di pace”, Don Bizzotto, conclude lo sciopero della fame. «Sono allo stremo». Ma fioccano lettere e adesioni contro il cemento e le grandi opere
Nella serata di mercoledì 28 agosto, dopo quattordici giorni, don Albino Bizzotto, 74 anni, fondatore e anima dei “Beati i costruttori di pace”, sospenderà il suo sciopero della fame “contro il disinteresse per la questione ambientale, le grandi opere da realizzare in project financing e l’inerzia culturale riguardo alla tutela del territorio della Regione Veneto”.Legambiente-Sebino-300x268

Venerdì 30 agosto era stata Piera Moro, sindaco del Comune, a ricevere idealmente la staffetta da Don Albino Bizzotto. Dopo il sacerdote e tanti altri, tra cui Damiano di Simine, Barbara Meggetto di Legambiente della Lombardia oggi tocca a Dario Balotta chiudere la staffetta lombarda che ha detto:
“Stop a pedemontana e Tem e, contemporaneamente, revisione strategica dei progetti. Maroni prenda atto che: i benefici di queste due tratte sono stati sovrastimati per giustificarle; che i costi sono stati sottostimati e non possono essere posti a carico dello Stato e dei pedaggi; che i livelli di congestione sono inferiori a quelli di Gran Bretagna,Olanda, Belgio e Germania; che i project financing, che servivano per non ricorrere a finanziamenti pubblici, sono falliti.

La Regione Lombardia a parole annuncia il rigore economico ma in realtà continua a puntare sui progetti autostradali che ormai sono in contraddizione anche con le indicazioni economico-finanziarie del Governo “ i costi vanno posti a carico del concessionario autostradale”. Il mercato ha già bocciato Tem e Pedemontana facendo fallire due gare per la vendita di Serravalle, che è il suo maggiore azionista, e che i concessionari autostradali non sono in grado di sostenere gli oneri finanziari delle nuove reti si passi alla revisione strategica dei progetti prima di provocare danni economici ed ambientali incalcolabili”.