BRESCIA – Ambiente e città, scrive Pro Lombardia Indipendenza

0

Abbiamo ricevuto in redazione e pubblichiamo una lettera di Dario Pederzani, attivista di Pro Lombardia Indipendenza di Brescia, sulla situazione ambientale del pianeta e puntando il dito proprio su Brescia, città più inquinata d’Europa.

Un anno fa, nel settembre 2012, una delegazione di Pro Lombardia Indipendenza partecipò ad Aosta all’Università estiva dell’EFA (European Free Alliance, gruppo politico presente all’Europarlamento che associa i movimenti europei che mirano all’indipendenza o all’autogoverno del propri popoli) e di Alpe (Autonomie Liberté Participation Ècologie, movimento politico autonomista valdostano).
Fu in quella occasione che ebbi l’opportunità di assistere a una conferenza del professor Luca Mercalli, climatologo e saggista, dedicata al deterioramento dell’ecosistema, e il messaggio che ne uscì fu molto chiaro e netto. Non viviamo nel paradiso terrestre e non abbiamo a disposizione risorse infinite, ma il pensiero unico (quello della logica del profitto per il profitto e della crescita esponenziale) lo nega tutti i giorni, con le conseguenze distruttive che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.

Ambiente PederzaniLa Terra produce una quantità di risorse naturali (agricole, ittiche, minerarie, forestali, energetiche) che sono limitate, l’umanità ha a disposizione una sorta di budget di spesa annua di queste risorse, ma oltrepassa questo budget ben prima del 31 dicembre di ogni anno, andando a intaccare parte del capitale naturale: è questo l’Earth OverShoot Day, calcolato nel 1993 al 21 ottobre, nel 2003 al 22 settembre, l’anno scorso al 22 agosto e quest’anno al 20 agosto: cosa faremo quando rimarremo senza risorse? E’ chiaro che il sovrasfruttamento del pianeta si aggrava sempre di più e si accompagna al peggioramento di inquinamento, riscaldamento globale, fenomeni meteorologici anomali, scioglimento dei ghiacciai, desertificazione, estinzione di specie viventi, diminuzione della produzione di derrate alimentari (solo per citarne alcuni).

A Brescia purtroppo ce ne stiamo rendendo conto molto bene, ora che la nostra città, dopo decenni di devastazione del territorio e ignominiosa inerzia della classe politica, è stata decretata la città più inquinata d’Europa, con ad esempio il sito della Caffaro che presenta diossine mille volte superiori a quelle riscontrate all’Ilva di Taranto. Come uscirne? Il prof. Mercalli propone un progetto di “localismo consapevole” e immagina una “democrazia locale”, una democrazia “di prossimità”, dove il cambiamento inizia a livello individuale e si sviluppa naturalmente a livello territoriale. Cosa significa concretamente “democrazia locale”? Promozione e rivalutazione di agricoltura, commercio e artigianato locale; riscoperta del territorio, della cultura e della storia locale; impulso a conferenze e comitati per la difesa del territorio dalle speculazioni delle lobby del cemento e dalla malavita, e contro la retorica delle grandi opere; creazione di nuovi soggetti politici che vadano oltre le fallimentari categorie politiche di destra e sinistra.

La tensione verso un modello di sostenibilità non è utopistica come qualcuno potrebbe pensare, dal momento che sono esistite esperienze del passato come quelle dei comuni medievali, della cascina lombarda e delle comunità alpine dei Walser (giusto per richiamare la gloriosa storia lombarda) ed esistono esperienze moderne, come la tedesca città di Friburgo. Esperienza moderna è stata anche quella degli amici di Alpe e dell’associazione valdostana “Valle virtuosa”, che nell’ambito della stessa conferenza di un anno fa, ci informavano di essere promotori del primo referendum propositivo in Valle d’Aosta contro la costruzione di un pirogassificatore (sorta di inceneritore per il trattamento a caldo dei rifiuti) e proponevano in alternativa il potenziamento della raccolta differenziata (ferma a un misero 40%), il riutilizzo dei materiali di scarto e il trattamento a freddo dei rifiuti non riciclabili. Ebbene, pochi mesi dopo il referendum fu celebrato e i cittadini respinsero il progetto del pirogassificatore con il 94% dei voti. Agire localmente, con una consapevolezza globale. Ecco l’importanza dell’agire dal basso, attraverso gli istituti della democrazia diretta e partecipativa, per realizzare una compiuta democrazia “locale”, a difesa di un ambiente che non è “cosa altra” rispetto a noi: “tutti siamo ambientalisti, volenti o nolenti, visto che facciamo parte della biosfera e siamo soggetti alle stesse leggi fisiche”.