VALTROMPIA – Ecco il depuratore hitech da 100 mln: sindaci contenti

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Il depuratore della Valtrompia tanto ambito dai sindaci dei Comuni coinvolti e dai cittadini per pulire i reflui e non continuare a rendere il Mella uno dei fiumi più inquinati della Lombardia, ora esiste, almeno sulla carta. Ieri in Comunità montana a Gardone è stato presentato il modello plastico e il rendering di un’infrastruttura considerata fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente e nell’elenco di quelle che la comunità vorrebbe vedere presto operative. Obiettivi della struttura ad alta tecnologia, studiata prendendo come esempi altri impianti simili in Italia, sono il minor impatto visivo possibile e consumo di suolo ridotto allo zero. Entrambe sono state rispettate, visto che le tinte realizzate per l’occasione renderanno il depuratore praticamente invisibile nella parte esterna e dall’altro lato il fatto di costruirlo in galleria evita di utilizzare altri terreni.

Presentazione del depuratore
Presentazione del depuratore

Come abbiamo scritto in passato e si sapeva da tempo, l’impianto sarà allestito in una caverna artificiale da realizzare sotto terra alla frazione di Dosso Boscone, al confine tra Concesio e Collebeato. E’ la destinazione ideale, come hanno previsto i primi cittadini dopo un anno e mezzo di lavoro e scontri, ma alla fine di intesa, rispetto alla previsione iniziale di destinare tutti i reflui all’impianto di Verziano o realizzarne più di uno. Portare tutto nella bassa bresciana, infatti, avrebbe comportato un costo di 70 milioni di euro, ai quali aggiungere altre risorse per allargarlo vista la portata più alta di acqua. A questo punto è meglio tenerlo in “casa”, hanno pensato, per un investimento di 100 milioni compresi gli imprevisti.

Alla presentazione c’erano il presidente della Comunità montana Bruno Bettinsoli e quello dell’Azienda Servizi Valtrompia (Asvt) Diego Toscani che hanno stilato un protocollo d’intesa per avviare questa fase e fare tutti gli studi necessari con i progettisti dell’azienda. Dal punto di vista tecnico, Fabrizio Veronesi per l’ente montano e Matteo Tassi dell’Asvt hanno illustrato il funzionamento del depuratore: una struttura hitech predisposta al pretrattamento dei reflui e poi alla camera di separazione dove l’acqua viene liberata della parte organica e per finire, cristallina e pulita, nelle acque del Mella da cui gli agricoltori possono attingere per le loro coltivazioni. Come detto avrà un basso impatto visivo e in una posizione strategica.

Nel primo caso perché la parte esterna in superficie avrà tinte verdi e in linea con il paesaggio rendendo meno traumatica la vista a chi passa lungo la pista ciclabile vicina. Dall’altro lato, essere a pochi passi dal collettore sul Mella che collega Brozzo di Marcheno a Concesio, vicino a una zona industriale non abitata e a giuste distanze da impianti sportivi e residenze ha aiutato la scelta. Una decisione che ha avuto il benestare anche del primo cittadino Stefano Retali che ospiterà l’impianto pur servendo solo una parte del paese. La maggior parte delle acque, infatti, finirà negli scarichi di Brescia e destinata a Verziano, mentre a Dosso Boscone arriveranno quelli di tutta la media Valtrompia.

Una soluzione condivisa che libera così le aree di Stocchetta dove era prevista la costruzione, ma che ha spinto il sindaco a chiedere opere sul suo territorio che possano compensare il disequilibrio. Insomma, Retali chiede con insistenza l’autostrada e il passaggio della metropolitana. Da non dimenticare, come è stato fatto notare, anche la portata didattica e turistica dell’impianto, visto che la presenza della pista ciclabile e di una zona naturale può consentire di renderlo una sorta di polo attrattivo e di studio. Puntando l’attenzione sui tempi, invece, nel 2018 si dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) vedere l’opera conclusa con un regime di 138 mila abitanti serviti per i dodici Comuni, compreso Lumezzane che sta avviando i lavori per il collettamento.

Perché se il progetto c’è, servono anche le risorse per poterlo realizzare. Un quarto (circa 25 milioni) li mette l’Ato (autorità d’ambito territoriale) raccolti tramite la Valtrompia e per il resto si pensa a sistemi di project financing con l’aiuto della Regione e di altre istituzioni. E in platea c’erano anche l’assessore all’Urbanistica e Territorio, Viviana Beccalossi e quello al Turismo e Commercio regionali Alberto Cavalli. Quel che è certo è che i cittadini stessi lo pagheranno tramite la bolletta dell’acqua, ma non è sufficiente per coprire tutta la cifra. Una soluzione positiva e condivisa da tutti i sindaci, quindi, che hanno espresso soddisfazione per il progetto ma che attendono di vedere l’inizio dei cantieri. E rilanciare così il lavoro in valle.

Rendering del progetto