VALCAMONICA – Docufilm “Il Vortice Fuori”: il mestiere del contadino

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Il mestiere del contadino attrae la fantasia di chi lo guarda svolgersi dall’esterno e affatica chi lo attua. Claudio è un contadino. E’ una persona umile e radicale; interroga la terra e carpisce messaggi dalle nubi. Da un incontro casuale è nata la necessità di ascoltarlo e raccontarlo.

Senza nomeLa ricerca documentaristica è nata dalla curiosità di avvicinarci e conoscere ciò di cui siamo fatti, di riprendere consapevolezza delle nostre radici e tentare di scorgere la sfida all’ipocrisia del vivere, oggi, il quotidiano. Con la propria radicalità Claudio ci leva la terra da sotto i piedi e pone lo spettatore nella condizione di farsi la domanda cruciale dell’umanità: “Dove stiamo andando?” Claudio, mentre lavora, riflette e ci parla di meteorologia, di alimentazione, di prevenzione, delle colture, del significato del benessere e del condividere. Il documentario racconta il viaggio di conoscenza di un uomo solo, ma non solitario. La sua retorica fluisce come un torrente in piena e ci racconta della sua terra, quella che ha scelto, quella delle sue radici.

I registi, all’interno di questo vortice, si sono posti in maniera umile piuttosto che radicale. Hanno preferito osservare in posizione d’ascolto, piuttosto che affrontare con maggiore veemenza il confronto. La radicalità, a loro giudizio, la si può esprimere soltanto quando si conosce o si ha la visione della complessità di ciò che si sta affrontando. La regia, quindi, è rimasta lenta e discreta, come la nostra vorace volontà di capire la scelta del coltivare. Inoltrandosi nelle sue innumerevoli parentesi, digressioni mentali e metafore tra la vita e ciclo vitale, hanno potuto condividere una parte del viaggio di Claudio. La sintesi discorsiva, molto cara alla narrazione, è stata abbandonata in favore di una contemplazione attiva; il tutto immerso in una serie di discorsi, parole e metafore; le quali si schiudono, sbocciano e crescono, come zolle di terra che nascondono segreti al loro interno; come i semi che nel corso della vita si lanciano, e che a volte, possono germinare come zampilli d’acqua nella mente, perché la vita vuole vita.

Il progetto è dedicato all’esperienza di Claudio Beltramelli, un coltivatore “atipico” della Valle Camonica (Brescia), che attua un’agricoltura tradizionale senza mezzi meccanici, e le cui attività sono state seguite nell’arco di un anno e mezzo tra il 2011 e il 2012. Le riprese si sono dedicate non solo a raccontare le sue attività di tutti i giorni, ma soprattutto a svelarne le personali motivazioni che lo hanno spinto a fare la scelta di vita del coltivare in modo tradizionale. Claudio, nell’arco di 15 anni di attività contadina, si è garantito la condizione di quasi completa autonomia e auto-sostentamento. Questa indipendenza, però, non significa per lui una scelta di isolamento dal resto della società o dagli eventi del mondo, anzi gli fornisce una chiave di lettura privilegiata di quello che sta succedendo alla nostra società.

Senza nome2“Nel nostro lavoro abbiamo voluto, con il sottofondo narrativo delle quattro stagioni dell’agricoltura, indagare le tematiche che Claudio considera cruciali, quali la nutrizione vegetariana e l’alimentazione consapevole, il rispetto della natura (come scambio reciproco), la meteorologia, la decrescita, la tessitura, il benessere psichico e fisico, la prevenzione. Il lavoro è attualmente in fase di post-produzione e sta avendo l’apporto di professionalità specifiche che ci permettano di completare e finalizzare il progetto – hanno spiegato i registi -. Per tale ragione abbiamo inserito il progetto, per ora ancora senza una produzione, in un canale di crowdfunding (Produzioni dal Basso) per la raccolta fondi necessari alle spese di editing e finalizzazione. Riteniamo che la raccolta dei fondi dal basso non sia soltanto una risorsa economica altenativa e non gerarchica, ma anche un modo, seppur limitato e limitante, per diffondere il film e distribuirlo verso le persone direttamente interessate. Accedendo al sito potrai sostenerci acquistando una (o più) copia/e del film in anticipo: diventerai uno dei nostri sostenitori e il tuo nome potrà essere inserito, volendo, nei titoli di coda”.

L’effettivo pagamento delle singole quote avverrà soltanto al raggiungimento di tutte le quote disponibili. Per sostenere il lavoro basterà acquistare una o più quote a questo indirizzo: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2121.html (all’interno del sito di Produzioni dal Basso inserite il titolo del documentario nel “cerca un progetto” in alto a destra).

Breve presentazione documentaristi:
Giorgio Affanni si dedica da anni allo studio delle civiltà antiche; è archeologo, specializzato in Vicino Oriente Antico dove ha svolto numerosi scavi in differenti paesi, e documentarista essendo particolarmente interessato alla divulgazione, attraverso il mezzo di comunicazione dell’audiovisivo, dell’archeologia, della storia e di questioni sociali. Si occupa, inoltre, della documentazione video di eventi, festival e concerti.

Andrea Grasselli vive e lavora tra Brescia, Bologna e Torino. Dal 2007 lavora come Videomaker Freelance, conducendo una ricerca personale, sia teorica che pratica, sui linguaggi audio-visivi. Lavora in contesti quali documentari, cinema, videoarte, videoclip, spot ed eventi nei ruoli di regista e direttore della fotografia. Inoltre, conduce laboratori sui linguaggi audio-visivi, nelle scuole e nelle Associazioni Culturali. Collabora costantemente con musicisti, performers, teatranti ed artisti.