BRENO – Lavoratori Riva: lunedì si torna in fabbrica

0

Update 28-9 h 11 Dopo giorni di agonia, tornare al lavoro non è mai stato così bello. Tirano un sospiro di sollievo i dipendenti degli stabilimenti Riva di Malegno, Cerveno e Sellero: tutti i 430 lavoratori, ma anche quelli delle sedi di Verona, Lecco, Cuneo e Varese, 1.400 in totale, lunedì mattina faranno ritorno in fabbrica. A Roma è stato infatti trovato l’accordo tra il Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, il custode giudiziario designato, gli istituti di credito coinvolti e la proprietà; un accordo che prevede fin da subito la riapertura degli impianti.

(26-9 h 20,51) A sbloccare la difficile situazione la garanzia offerta alle banche dal Gip di Taranto che si occupa del caso Ilva circa il fatto che i futuri introiti del gruppo non saranno utilizzati per coprire eventuali multe o richieste di risarcimento del danno.

Il Forum Territoriale del Terzo Settore di Valle Camonica fa sentire la propria voce sugli stabilimenti Riva: “Le soluzioni devono essere trovate ai livelli di responsabilità competenti: il Governo, il Parlamento, la magistratura e la proprietà. Il Forum è vicino e condivide la rabbia e la paura dei lavoratori degli stabilimenti Riva sia della Valle Camonica sia del resto d’Italia.

riva acciaio-2Ci interessa esprime la nostra solidarietà alle centinaia di persone dipendenti del gruppo Riva e operanti negli stabilimenti chiusi ormai da troppi giorni. Ci interessa che questo semplice comunicato vi faccia capire che non siete soli nella vostra giusta battaglia e che anche noi proviamo a capire le vostre preoccupazioni e paure per il presente e il futuro. Ci interessa che chi può veramente risolvere la situazione si attivi con la massima priorità perché questa è una questione di massima importanza, di dignità e giustizia. Se la legge ha consentito di arrivare a questo punto, allora chi ha il compito di fare le leggi agisca presto e chi deve fare rispettare la legge faccia altrettanto. La proprietà si assuma le sue responsabilità.

Sappiamo che queste attività produttive sono sane, che le commesse ci sono e così le risorse finanziarie. Le persone devono lavorare e ricavare così il proprio reddito. Ieri abbiamo assistito a una parte dell’incontro tra lavoratori, organizzazioni sindacali e amministratori pubblici locali e regionali. È impressionante come tante persone oneste si debbano trovare in una situazione di preoccupazione così forte. Parlando con alcuni operai lo sconforto è palpabile e la commozione è negli occhi e nella voce, giustamente, rabbiosa.

Ci auguriamo una pronta soluzione e la ripresa delle attività lavorative”.