BRESCIA – Infermiera ferita dopo una lite, fermata con un albanese

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Lo scorso lunedì sera 23 settembre alle 23 i carabinieri di Brescia sono intervenuti all’ospedale “Città di Brescia” perché era stata ricoverata  T. C., ucraina di 40 anni residente in città, coniugata e infermiera, per una ferita da arma da fuoco alla coscia sinistra. La vittima ha dichiarato che la ferita le era stata provocata durante una colluttazione tra lei, un suo conoscente e il suo ex fidanzato, avvenuta per motivi economici legati alla restituzione di 8 mila euro.

SONY DSCIn particolare, dopo aver incontrato in Maddalena l’ex fidanzato F. R., 47enne da Crema insieme a un conoscente, lo avrebbe minacciato con una pistola di restituirle il denaro e nelle concitata discussione è stato esploso un colpo d’arma da fuoco che l’ha colpita alla coscia. La versione della donna è apparsa da subito poco credibile e i militari si sono poi messi sulle tracce degli altri due protagonisti della vicenda e il giorno dopo con l’Arma di Crema hanno fermato per rapina in concorso, minaccia aggravata e porto illegale di arma comune da sparo sia la donna ucraina che il suo conoscente E. Q., albanese di 27 anni residente a Brescia, celibe, nullafacente e pregiudicato.

Questa sarebbe la ricostruzione della vicenda dei carabinieri: la donna, dopo avere incontrato F. R., convivente, macellaio, suo ex fidanzato, con la scusa di provare la sua auto lo ha condotto in Maddalena dove ad aspettarlo c’era E. Q. armato di una pistola calibro 32 di proprietà del defunto suocero della donna, detenuta illegalmente. I due lo avrebbero intimato di estinguere entro 48 ore, pena gravi conseguenze per lui e i suoi figli, il debito che aveva contratto con la ex fidanzata ai tempi in cui stavano progettando di convivere, costringendolo poi a consegnare il proprio telefono e i documenti dell’auto.

Nel tentativo di disarmare l’albanese e fuggire, la vittima avrebbe ingaggiato una colluttazione nel corso della quale E. Q. ha esploso un colpo di pistola colpendo la donna poi accompagnata in ospedale. La vittima è poi rientrata in casa, mentre l’albanese ha fatto perdere le tracce. Grazie alla collaborazione con l’Arma di Crema, l’albanese è stato poi rintracciato la mattina del giorno dopo vicino alla casa della madre. L’uomo si è arreso e ha consegnato la pistola e le munizioni che aveva sotterrato in un campo vicino a via Lunga, poi sequestrate. Per entrambi è stata disposta la custodia cautelare agli arresti domiciliari.