MILANO – Sanità lombarda, Pdl: “Un registro per i minori stranieri”

0

“E’ un provvedimento di ulteriore tutela verso i minori stranieri, anche non in regola, che non comporta l’assegnazione del pediatra di libera scelta, ma l’iscrizione al sistema sanitario regionale, un potenziamento dei servizi territoriali e una partnership più forte con le associazioni”. Stefano Carugo, consigliere regionale del Pdl in Lombardia e componente della Commissione III Sanità e Politiche sociali, sintetizza così il contenuto del progetto di legge depositato a sua firma e relativo alle “norme per l’assistenza sanitaria ai minori stranieri non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno nel territorio dello Stato”.

Stranieri sanità minori“La Regione Lombardia – chiarisce Carugo – assicura da sempre qualunque prestazione sanitaria ai cittadini stranieri prescindendo dal loro status. Già oggi, infatti, sono garantite loro cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti, cure essenziali anche continuative, interventi di medicina preventiva e prestazioni di cura correlate. Insomma, nessuna delle prestazioni contenute nei livelli essenziali di assistenza è esclusa.

Ora, si tratta di compiere un passo in più nella tutela di questi minori, in coerenza con i principi della Convenzione sui diritti del fanciullo e in attuazione all’accordo Stato-Regioni sancito nel 2012”. Il progetto di legge prevede quindi “che i bambini e i ragazzi stranieri presenti sul territorio regionale, fino al compimento del diciottesimo anno di età, anche se non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno nel territorio dello Stato possano essere iscritti al Sistema Sanitario regionale (art. 2)”. “Alla Giunta regionale – spiega Carugo – spetterà poi la definizione delle modalità organizzative più idonee per l’assistenza sanitaria di base.

Tutto ciò per consentire la fruibilità di alcuni servizi, con particolare riguardo all’erogazione di farmaci e altri ausili, valorizzando sempre e comunque le autonomie locali e i soggetti non profit presenti sul territorio”. Carugo precisa infine che “il progetto di legge non comporta, come conseguenza pratica, l’assegnazione del pediatra di libera scelta e del medico di medicina generale, per la ragione che nessuna fonte normativa nazionale o internazionale lo rende obbligatorio. Alle Regioni – conclude il consigliere del Pdl – è giustamente chiesto di tutelare un diritto, secondo modalità che, nel rispetto del principio di sussidiarietà, sono le stesse ad individuare”.