MILANO – Cassazione, reato usare maglie con scritte e immagini fasciste alle partite

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E’ arrivata con una sentenza la conferma della condanna per il reato collegato alla legge Mancino per un giovane tifoso che mentre assiste a un evento sportivo indossa una maglia con l’immagine del Duce e scritte dell’ideologia fascista. La decisione in questione viene dalla prima sezione penale della Cassazione che con la sentenza 39860/13 ha confermato la condanna a 2.280 euro di ammenda, commutata da quella precedente a due mesi di arresto inflitta dalla Corte d’Appello di Bolzano a un giovane che aveva indossato una maglietta con i simboli di organizzazioni nazionaliste durante una gara di hockey.

Fascismo partitaA nulla è valso il ricorso della difesa secondo cui “indossare una maglietta o altro capo di abbigliamento richiamante motti, scritte o simbologia del partito fascista non può in sé integrare le fattispecie di reato previste dalla legge”. Né è rilevante l’assunto per il quale il giovane sosteneva che “non aveva alcuna intenzione di discriminare e offendere l’altrui dignità”.

Sul punto la Cassazione sottolinea che “il reato sussiste per il solo fatto che qualcuno acceda ai luoghi di svolgimento di manifestazioni agonistiche recando con sé emblemi o simboli di associazioni o gruppi razzisti e simili, nulla rilevando che a tali gruppi o associazioni egli non sia iscritto.

L’essersi presentato esibendo la maglietta con le scritte e i simboli inneggianti al regime fascista e ai valori dell’ideologia fascista nel contesto dello specifico incontro sportivo di hockey svoltosi in Alto Adige – dice la Cassazione – notoriamente caratterizzato da contrasti delle opposte tifoserie, integra la condotta di uso di simboli propri delle organizzazioni nazionaliste e i comportamenti vietati e sanzionati dalla legge”.