TRENTO – Testamento biologico: arriva la banca dati

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“Sono sempre situazioni delicate, dove l’equilibrio tra rispetto e doveri è fragile, ma credo che questo strumento potrà dare un contributo importante”. Con queste parole l’assessore Ugo Rossi ha commentato la decisione della Giunta provinciale di Trento di istituire, tramite l’Azienda sanitaria, la banca dati delle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari in fine vita. La delibera dà mandato all’APSS di elaborare, sulla base delle raccomandazioni del Comitato etico, le modalità di raccolta e di registrazione in un’apposita banca dati delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario dei soggetti interessati, relative alla volontà di sottoporsi o non sottoporsi a trattamento sanitario, in caso di malattia o lesione cerebrale che cagioni una perdita di coscienza irreversibile.

testamento_biologico_2024“Con questo provvedimento – ha spiegato l’assessore Rossi, – nel pieno rispetto della disciplina esistente, si vuole consentire al cittadino innanzitutto di essere informato e poi di formulare in piena libertà una decisione in merito alla volontà di essere o di non essere sottoposto a trattamenti sanitari, che verrà raccolta e conservata nella sua cartella personale. Vogliamo insomma migliorare la relazione di cura laddove essa limiti i diritti e l’autonomia della persona, ma anche l’autonomia del medico”. Qualora il paziente si trovasse in una situazione di incapacità palese di esprimere la propria volontà in ordine al fatto di essere sottoposto o meno a un trattamento medico, le dichiarazioni anticipate sono un elemento importante del processo complessivo di comunicazione nell’ambito del piano preventivo di assistenza sanitaria, in cui il diretto interessato dialoga con i familiari e fruisce di una consulenza medica professionale. Bisogna infatti considerare che le dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario sono uno strumento per esprimere la propria volontà relativamente alla fase terminale della vita e permettono, anche quando le persone non sono più in grado di esprimere la propria volontà, di contribuire nel rispetto della propria autonomia alle decisioni che riguardano i trattamenti sanitari che lo riguardano.