BRESCIA – Eco-innovazione e lavoro, tavola rotonda con la Cgil

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Martedì 24 settembre, nella sala della biblioteca del dipartimento di Economia di via san Faustino a Brescia, si terrà una giornata seminariale e di confronto su “Eco-innovazione, transizione economica, lavoro buono e dignitoso”. L’iniziativa è promossa dalla Camera del Lavoro e dal dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Brescia. Articolato in due parti, alle 9,30 (dopo l’introduzione di Oriella Savoldi della Cgil) ci saranno le comunicazioni di Roberto Morabito (Enea), Luigi Scarola (Nomisma) ed Elsa Bontempi (Università di Ingegneria). A presiedere la prima parte della mattinata sarà Carmine Trecroci (Dipartimento di Economia, Università di Brescia).

Cgil protestaAlle 11 la tavola rotonda, coordinata dal giornalista Gianni Bonfadini, alla quale parteciperanno il vicepresidente Aib Fabio Astori, il presidente di Apindustria Maurizio Casasco, gli assessori Federico Manzoni (Comune) e Giorgio Bontempi (Provincia), i segretari Fiom e Filt Cgil Francesco Bertoli e Giuseppe Leone. Le conclusioni saranno affidate a Damiano Galletti, segretario della Camera del Lavoro. “Eco-innovazione, transizione economica e creazione di lavoro buono e dignitoso – afferma Oriella Savoldi della segreteria – sono una occasione obbligata per riscattarci dalla recessione, impedendo la perdita di insediamenti produttivi, il dilagare della disoccupazione di massa e l’impoverimento. La giornata di martedì sarà un’occasione di confronto a partire da alcune nostre riflessioni in materia che sono già state al centro dello sciopero del 18 aprile scorso e che stanno orientando la nostra iniziativa.

Ragioni traducibili nella necessità di impedire perdita occupazionale e ridimensionamento produttivo, ed insieme, di rivendicare politiche e interventi necessari per affrontare nodi territoriali e ambientali, creando nuove attività e nuovo lavoro”. Per dare modo all’economia di rimettere in moto il processo di sviluppo, di produrre reddito e occupazione, in Italia, in Lombardia e a Brescia sono disponibili gli ingredienti essenziali: saperi, vocazione ad intraprendere, a fare impresa, intelligenza e abilità nel lavoro.

Un patrimonio, quest’ultimo, che scelte supine alla crisi rischiano di mortificare e disperdere. Invece, quello che da anni manca è una politica pubblica pro-attiva, a sostegno dell’economia reale, nella sua versione ecologica e tecnologica. Una politica pubblica che, in sintonia con i vincoli internazionali ed europei in materia di riduzione delle emissioni (Protocollo di Kyoto, Strategia 20-20-20, Roadmap 2050, Libro bianco Ue per i trasporti e la mobilità sostenibile), possa assumere la prospettiva dello sviluppo sostenibile, con provvedimenti capaci di anticipare la domanda di prodotti e servizi verdi, favorendo la transizione e sostenendo il lavoro.