TORBOLE – Amianto nel Garda: non ancora completa la bonifica

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Con riferimento alle notizie di stampa riguardanti il rinvenimento di lastre di amianto nelle acque di Torbole, sentito il personale tecnico dell’Agenzia provinciale protezione ambiente (Appa), la Provincia autonoma di Trento comunica che, con tutta probabilità, il materiale è lo stesso ritrovato nel 2009, nella zona prospiciente all’Hotel Lido Blu. In questi anni, la Provincia, attraverso l’Appa, ha promosso una serie di accertamenti, avviando successivamente con i Comuni di Nago e Torbole l’iter di bonifica dell’ambiente lacustre. Ad oggi, l’amministrazione comunale ha notificato alla Provincia l’avvio dell’intervento, ma non ancora il suo completamento, a causa di problemi procedurali e della difficoltà riscontrata nel reperimento di una ditta specializzata.

imageLa Provincia sta verificando con il Comune di Nago e Torbole la possibilità che le lastre di cemento-amianto ritrovate da alcuni sommozzatori nel Lago di Garda siano le stesse rinvenute alcuni anni fa nella zona prospiciente l’Hotel Lido Blu. Nel 2009 infatti, all’incirca con le medesime modalità, era stata segnalata al Settore gestione ambientale dell’Appa la presenza di lastre di Eternit giacenti a qualche metro di profondità in una zona molto frequentata dai turisti. Alla segnalazione era seguito uno scambio di rapporti e comunicazioni fra Appa e il Comune di Nago e Torbole, territorialmente competente. Il Settore Laboratorio e controlli, a cui era pervenuta la segnalazione, aveva effettuato un sopralluogo con un ispettore a cui era seguita una nota di chiarimenti sulle modalità della rimozione e sulla competenza comunale delle operazioni di rimessa in pristino.

Successivamente il Comune ha comunicato l’avvio dei lavori di bonifica, ma non il loro completamento. Le lastre sarebbero state rimosse, infatti, solo parzialmente, nella stagione invernale 2009/2010. In seguito l’intervento è stato sospeso per avverse condizioni meteorologiche. La procedura di bonifica, complessa sul piano procedurale, non è stata poi riavviata essenzialmente per la difficoltà di reperire sul mercato ditte in possesso dell’iscrizione all’apposito Albo e, contemporaneamente, di personale addestrato e dotato di specifici requisiti abilitativi per operare sotto acqua. Nel 2009 non a caso il Comune si era avvalso dell’opera dei Vigili del fuoco permanenti, previo assenso della Apss, a cui spetta l’eventuale autorizzazione per il nuovo intervento.