MILANO – Cambia la sanità lombarda, Parolini (Pdl): “Decide il consiglio regionale”

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“Nel percorso di riforma della sanità lombarda, i partiti elaborano le proprie proposte, la giunta presenterà un suo progetto di legge, ma l’approvazione definitiva di un testo spetta solo al Consiglio regionale”. Lo ha chiarito il capogruppo del Pdl in Regione Lombardia, Mauro Parolini, in merito al dibattito creatosi attorno alle prime proposte di riforma del sistema sanitario regionale circolanti in questi giorni.

Sanità lombarda“L’obiettivo a cui mira il gruppo del Pdl – prosegue Parolini – è arrivare ad una proposta condivisa da tutta la maggioranza, con la disponibilità, poi, anche ad un confronto sulle ipotesi avanzate dall’opposizione. Proprio per questo esiste un gruppo di lavoro, presieduto dal consigliere Angelo Capelli, vicepresidente della Commissione III (Sanità), che vede la partecipazione di tutti i consiglieri del Pdl componenti la stessa Commissione, che entrerà nel merito della riforma, tenendo conto dei consigli e delle sollecitazioni provenienti dai diversi soggetti interessati.

Tra i quali vi sono certamente anche i partiti, portatori di una visione culturale propria e specifica, e naturalmente la giunta, con il lavoro di confronto e ascolto che l’assessore Mantovani sta promuovendo sul territorio. Tuttavia, l’organo deputato a licenziare il testo finale della riforma è il Consiglio regionale. È qui, dunque, dove dovrà partire e concludersi il maggior lavoro di sintesi”.

Parolini tiene comunque a ribadire che “il sistema sanitario lombardo resta trai più efficienti in Italia e in Europa, prova ne sono i 500 milioni di euro di introiti derivanti dalle prestazioni per utenti extra regionali. Quello a cui puntiamo, dunque, è un adeguamento del sistema, non il suo stravolgimento, attraverso la valorizzazione di tutto ciò che di buono esiste e che i cittadini lombardi sperimentano. Sono certo – conclude il capogruppo del Pdl – che con questo spirito faremo crescere la qualità di un sistema già ottimo, senza svilire le autonomie dei territori”.