MONIGA – Lo scrittore Fernando Arrabal premiato alla carriera

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Fernando Arrabal sarà presente a Moniga del Garda, Venerdì 20 Settembre, per la presentazione del suo libro “Il Castello dei Clandestini”. Alle ore 18, nella sala consiliare, lo scrittore spagnolo riceverà dal Comune valtenesino un premio alla carriera.

Insieme a lui, sul palco improvvisato per l’occasione, anche l’artista locale Igor Costanzo e il ‘collega’ con base a Roma Beppe Costa, quello che più di tutti in Italia ha creduto nell’epopea culturale dell’artista iberico, ormai 80enne. Non mancheranno le presenze istituzionali: a consegnare il Premio vero e proprio, infatti, anche il primo cittadino Lorella Lavo e l’assessore alla Cultura Gloria Terzi. Un’occasione più unica che rara, spiegano, “per consegnare un meritato riconoscimento a chi, con la sua poesia, la sua narrativa e la sua cinematografia ha segnato in tutto il mondo il più sentito messaggio contro la guerra”.

Fernando_ArrabalL’eclettico artista spagnolo è considerato uno degli autori più importanti e completi del XX secolo. Arrabal, spesso visto come l’incarnazione dell’arte contemporanea, è infatti l’unico ad aver collaborato con tutte e tre le icone dell’arte contemporanea: André Breton per il Surrealismo; Tristan Tzara per il Dadaismo e Andy Warhol per la Pop art. Ha diretto sette lungometraggi e pubblicato quattordici romanzi, circa ottocento libri di poesia e vari saggi, tra i quali si evidenziano i testi dedicati al gioco degli scacchi. Le sue opere teatrali sono tra le più rappresentate al mondo. Il Castello dei clandestini, in particolare, è uno sorprendente monologo che ruota intorno alle questioni dell’immigrazione e della clandestinità, temi di grande attualità nell’Europa comunitaria di oggi e, certamente, degli anni a venire. Arrabal, che ha vissuto per anni la condizione dell’esilio, sostiene, riassumendo a sommi capi, che il reato di clandestinità non può esistere per il semplice fatto che in natura l’essere umano ha la libertà e il diritto di muoversi senza limitazioni geo-politiche. Nella società odierna, per di più, l’emigrante che lascia il proprio paese non lo fa di sua spontanea volontà, ma perché è messo nella condizione di andarsene dalla società stessa.

Un altro passo importante – spiegano Igor Costanzo e Beppe Costa – che segue gli esperimenti culturali di cui Moniga è già stata protagonista, con artisti del calibro di Paul Polanski e Jack Hirschman”. In attesa del tanto sospirato Festival di Poesia che il Garda attende e merita.