LONATO – Taglio del nastro per la nuova casa di riposo Madonna del Corlo

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Un taglio del nastro di quelli pesanti, importanti, destinati a rappresentare un momento di svolta per un intero territorio, è avvenuto ieri mattina nella rinnovata RSA gestita dalla Fondazione Madonna del Corlo. Tantissime le persone accorse all’inaugurazione: autorità regionali, provinciali e comunali, cittadini, funzionari dell’Asl, dipendenti e pazienti della Rsa, volontari e rappresentanti di varie associazioni lonatesi.

taglio nastro mdcLa cerimonia è stata aperta dalla banda cittadina, al cui concerto ha fatto seguito il discorso tenuto dal presidente  Adriano Robazzi. “Presentiamo oggi quello che è stato fatto in questi ultimi anni – ha detto l’Avvocato Robazzi – ovvero i nuovi servizi e i nuovi spazi che rendono la struttura non solo più sicura, nel pieno rispetto delle norme antisismiche e antincendio, ma anche in grado di dare un’offerta sempre più qualificata. Con l’obiettivo, in particolar modo, di garantire nella Rsa un’accoglienza e un’assistenza di più alto livello e nell’istituto di riabilitazione, una risposta sempre più qualificata alle problematiche riabilitative più frequenti. Ci fa dunque piacere poter condividere, anche con chi ha contribuito, la gioia dei risultati raggiunti. Senza dimenticare gli ambulatori di riabilitazione, inaugurati nel 2009, che ogni anno effettuano più di 20.800 prestazioni. Ringrazio quindi tutte le autorità e gli ospiti presenti, in primis l’amministrazione comunale e la Regione Lombardia per la collaborazione, la Fondazione Comunità Bresciana per il contributo”.

L’istituto lonatese, un tempo era “l’ospedalino di Lonato”. “Ora conta ben 110 dipendenti – ha continuato Adriano Robazzi – per la scelta del consiglio amministrativo di non esternalizzare servizi, ma di avvalersi solo di personale interno, motivato e formato”. Mons. Mario Masina, vicario generale del Vescovo della Diocesi di Verona, di origini lonatesi, ha benedetto sia la struttura che il nuovo pulmino (del valore di 43mila euro) finanziato per il 50% da Zava e Avis.

Una struttura come questa è il segno di un territorio che non si arrende ai momenti difficili che stiamo vivendo. E’ un’eccellenza che vanta grandi esperienze e attenzione ai più svantaggiati, in un settore che chiede e chiederà sempre qualcosa in più.