ADRO – Contributo affitti: una vicenda che prosegue dal 2010

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Fino a che punto è legittimo spendere denaro pubblico per sostenere campagne private contrarie alla Costituzione?
Inizia così il comunicato stampa inviato dalla Cgil di Brescia, in merito ad una vicenda riguardante il Comune di Adro.
La domanda sorge spontanea nel momento in cui, nella giornata odierna, veniamo a conoscenza del fatto che il sindaco di Adro Lancini ha fatto ricorso in Cassazione per le sentenze di primo e secondo grado che hanno condannato il Comune a pagare l’intera somma del contributo affitto chiesto da oltre 10 ricorrenti sostenuti dalla Camera del lavoro di Brescia, dalla Fondazione Piccini e dall’Asgi, l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione.download (1)

La vicenda risale al 2010, quando il Comune di Adro aprì un bando per il contributo affitti che escludeva i cittadini extra Ue. Dopo un primo ricorso fatto dalle associazioni, il Comune fu obbligato a modificare il regolamento e a riaprire il bando ma non ha poi mai pagato materialmente i contributi, appellandosi al fatto che la sentenza gli imponeva di riaprire il bando ma non di pagare i contributi. Inevitabile una nuova serie di ricorsi, fino alla conclusione del luglio scorso.

Ora il nuovo ricorso, per il quale il Comune ha già deliberato 3.500 euro di spese legali, escluse quelle per le eventuali spese processuali. Fino ad oggi il Comune ha già dovuto pagare diverse migliaia di euro in spese legali e per di alcuni brani di una sentenza di condanna su due quotidiani locali.

È opportuno ricordare che se il Comune di Adro avesse fatto richiesta del fondo affitti regionale, questa vicenda non sarebbe nemmeno iniziata. Di tutto questo il sindaco è cosciente ma insiste nel voler proseguire le sue campagne private a spese della collettività.