BRESCIA – Nuovo redditometro: al via i primi controlli

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Pronte le linee guida per il nuovo redditometro: sotto i riflettori gli scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa manifestata, ma solo se il gap sarà almeno del 20 per cento. In particolare, saranno selezionate le posizioni di quei contribuenti per i quali è emerso un significativo scostamento tra reddito dichiarato e spese sostenute rientranti tra le “spese certe” (presenti nell’Anagrafe tributaria o indicate dal contribuente stesso in dichiarazione dei redditi) e le “spese per elementi certi” (le spese per mantenere i beni presenti in Anagrafe, quali l’abitazione o i mezzi di trasporto). Ciò permetterà di basare il contraddittorio su dati certi e situazioni di fatto oggettivamente riscontrabili, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’incidenza delle presunzioni.

redditometroNella selezione dei contribuenti a maggior rischio di evasione, l’Amministrazione finanziaria prenderà in considerazione solo spese e dati certi mentre non terrà conto delle spese medie Istat. Quest’ultime saranno impiegate dal fisco solo nella fase di accertamento analitico, quando il contribuente non sarà stato in grado di fornire sufficienti elementi che facciano ragionevolmente pensare che le spese effettivamente sostenute siano in linea con i redditi dichiarati. Fin dal primo incontro con l’Amministrazione, quindi, il contribuente potrà fornire chiarimenti sugli elementi di spesa individuati e sul proprio reddito. Potrà provare, cioè, che le spese sostenute nell’anno sono state finanziate con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta oppure con redditi legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile. Potrà, inoltre, fornire elementi per la rettifica dei dati e per l’integrazione delle informazioni presenti nell’Anagrafe tributaria, dimostrare con prove dirette che le spese certe attribuite hanno un diverso ammontare o che sono state sostenute da terzi. Se le sue indicazioni sono esaustive, l’attività di controllo si chiude già in questa prima fase. In caso contrario, il contribuente riceve un nuovo invito al contraddittorio, con la quantificazione del maggior reddito accertabile e delle maggiori imposte e la proposta di adesione ai contenuti dell’invito. Solo se Amministrazione e contribuente non riusciranno a trovare un accordo, l’ufficio emetterà l’avviso di accertamento.

Sono questi i principali punti del nuovo accertamento sintetico, che la circolare n. 24/E del 31 luglio illustra partendo dalle novità introdotte dal DL n. 78/2010 che ha modificato l’art. 38 del DPR n. 600/1973 e da quanto previsto dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2012.

La circolare ricorda anche che il nuovo metodo di ricostruzione del reddito si applica agli accertamenti relativi ai redditi dichiarati a partire dal 2009, mentre per quelli precedenti valgono le vecchie regole (come prevede l’art. 22, comma 1, del Dl n. 78/2010). Nella circolare, inoltre, le Entrate evidenziano come il nuovo redditometro non applica coefficienti alle singole voci, ma la spesa vale per il suo ammontare.