LIMONE – Arrestato marocchino complice di una rapina

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Nel pomeriggio dello scorso giovedì 5 settembre, i militari della locale Stazione CC hanno arrestato un pregiudicato marocchino classe ’75.  I militari, al termine di meticolosa attivita’ d’indagine, hanno individuato e arrestato l’uomo in esecuzione di ordinanza di misura cautelare in carcere emessa in data 19.03.2013 dall’ Ufficio Gip del Tribunale di Brescia.

Senza nomeIl provvedimento è stato emesso dall’Autorità Giudiziaria grazie alle dettagliate ed inconfutabili risultanze investigative raccolte dai militari, in ordine alla rapina in abitazione perpetrata in data 12 novembre 2012 ai danni dì un residente del comune di Tremosine (BS). Quel giorno infatti a Tremosine (BS) nella frazione di Vesio, la vittima (un noto albergatore) stava rientrando a casa quando  nel giardino è stato assalito da una persona con il volto coperto da un passamontagna e armata di coltello che lo ha gettato a terra ed ha iniziato a colpirlo con calci e pugni. L’albergatore non ha potuto far altro che consegnare al suo assalitore le banconote che aveva con sé, circa duemila euro. Il trambusto ha richiamato l’attenzione di alcuni operai che hanno inseguito il rapinatore, che è finito poi in un dirupo rimediando alcune contusioni. L’uomo (un 26enne originario di Matera con precedenti) è stato poi bloccato dai carabinieri di Limone che intanto erano stati allertati.

Le indagini volte successivamente hanno permesso poi di individua il marocchino quale complice della rapina; lo stesso infatti aveva ideato l’azione criminosa, individuando la persona offesa quale vittima e pianificando il luogo e l’ora della rapina; inoltre nella fase esecutiva aveva accompagnato con il proprio furgone il complice presso l’abitazione della vittima, rimanendo ad attenderlo per garantire la fuga ed il conseguimento del profitto. Il pregiudicato marocchino, ricercato già dal mese di marzo 2013, si era reso irreperibile, trascorrendo un lungo periodo  tra il Marocco e la Francia. L’attività svolta è stata un attività d’indagine con metodo classico, ovvero sono stati incrociati i racconti di alcuni testimoni con dati tecnici in possesso dei militari, tra cui celle telefoniche agganciate dal malvivente, contatti e presenza dello stesso nel paese della vittima già nelle fasi antecedenti al delitto, e rapporti di amicizia con il giovane di Matera arrestato in flagranza nell’immediatezza dei fatti. L’arrestato è ora in carcere a Brescia Canton Mombello a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.