PADENGHE – Riqualifica di Piazza D’Annunzio. Parola ai contro

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Se la piazza è, per definizione, luogo di aggregazione ed unione, quella di Padenghe è l’eccezione che invalida la regola. Il Gruppo di minoranza “Ziletti” e la sezione locale della Lega Nord hanno da tempo intrapreso una serie di azioni contro il progetto di riqualifica di piazza D’Annunzio, ritenuto invece prioritario dall’amministrazione.

Padenghe-Piazza-dannu-300x224La minoranza ha presentato un’interpellanza per chiedere la rettifica dei costi preventivati per i lavori pubblicati sul periodico dell’Amministrazione “Padenghe informa” e presentato istanza di revoca delle delibere per l’acquisto dell’immobile destinato ad essere trasformato in auditorium e per la stipula della relativa convenzione perché inficiate da gravi vizi di forma. “Rileviamo le incongruenze e le assurdità del percorso intrapreso dall’Amministrazione di Padenghe per arrivare all’avvio dei lavori di rifacimento di piazza D’Annunzio – si legge in una nota del Gruppo consiliare – Non entriamo nel merito del “concorso di idee” perché abbiamo ribadito più volte e in diversi modi che si è trattato di una foglia di fico da presentare alla cittadinanza. Cogliamo invece l’occasione per ringraziare la Giunta per aver finalmente pubblicato i progetti definitivi della piazza: ora anche le commissioni competenti e i cittadini possono prenderne visione direttamente. Lasciamo alla loro intelligenza il giudizio sulle caratteristiche e l’opportunità dell’opera.

È interessante notare come i costi relativi all’intervento subiscano violente variazioni – sottolineano dal direttivo della Lega Nord – Questi sono i costi appresi negli ultimi mesi: importo lavori 1.737.000 euro, IVA e allacciamenti 294.000, progettazione e direzione lavori 210.000, spese propedeutiche per saggi, rilievi e concorsi 37.000. Come sarà finanziata l’opera? Per 839.000 euro con avanzi di amministrazione e con un mutuo ventennale tra 1.450.000 e 1.650.000 per una rata massima di 130.000 euro. Quindi i cittadini si accollano un milione di euro di interessi passivi!

Sotto accusa anche il “siparietto” con cui si è giunti all’acquisizione di un immobile per farne una sala polivalente. “In realtà è stata, di fatto, concordata la cessione al Comune del negozio a fronte delle scomputo degli oneri di urbanizzazione, primaria e secondaria, e della monetizzazione degli standard dovuti e di qualità da parte di un privato – fanno sapere gli oppositori – Ricordiamo che per la Legge di stabilità del 2013 è vietato l’acquisto di immobili a titolo oneroso da parte delle amministrazioni pubbliche.

Non resta che chiedersi, infine, chi avrà vantaggi da questa sfarzosa costruzione. “La riqualificazione può essere l’occasione per migliorare esteticamente tutto l’insieme del complesso che affaccia sulla piazza, rivalutandone di conseguenza gli immobili“, si legge sull’opuscolo che l’amministrazione periodicamente invia ai cittadini di Padenghe. “Ci limitiamo a un suggerimento: pensate a tutti gli edifici adiacenti alla piazza” è la replica sardonica della minoranza.

 

 

8 Commenti

  1. Due sono gli articoli di Tomax Mondadori sulla ristrutturazione di piazza D’Annunzio a Padenghe. Uno riporta il parere dell‘Amministrazione, il secondo il parere della minoranza e dei gruppi politici che la sostengono. Credo sia legittimo far conoscere anche il giudizio delle persone che vivono a Padenghe. Sono un’abitante di Padenghe ed il mio parere è condiviso da numerosi miei concittadini.
    Da molti anni pensiamo sia necessario mettere in sicurezza piazza D’Annunzio, i cui gradini diventano pericolosi quando piove e provvedere a migliorarne la struttura e la funzionalità. Da molti anni abbiamo sperato che le Amministrazioni agissero in tal senso. Da sempre inoltre chiediamo spazi coperti da utilizzare per scopi sociali, educativi e culturali. Tali spazi vengono attualmente chiesti in prestito al plesso scolastico, alla biblioteca, o ai privati.
    Finalmente, grazie a questa ristrutturazione potremo risolvere problemi annosi migliorando la sicurezza e l’estetica di una piazza che si colloca all’ingresso del paese. Finalmente avremo spazi per i cittadini e i turisti. Avremo sale per tutti: per i bambini, i giovani, per adulti e anziani. Sale per riunioni, conferenze, sale per recite e competizioni, per assistere a spettacoli cinematografici, musicali, teatrali, per allestire mostre, sale per trascorrere insieme il tempo libero, sale per lo svolgimento di corsi.
    Per mesi l’opposizione ha cercato di convincere la popolazione che il rifacimento della piazza è troppo oneroso per il Comune. Si è evocato il timore della crisi economica per indurre gli abitanti a protestare contro le spese “sconsiderate” decise dall’Amministrazione, si è criticato l’iter di sviluppo del progetto, sono stati allestiti stand, organizzate riunioni, scritti articoli sui giornali e sul web.
    Ora che tutti noi, abbandonato ogni immotivato timore, siamo certi che Padenghe possa permettersi economicamente il rifacimento della piazza, per quale motivo l’opera non si dovrebbe realizzare?
    Avremo un centro culturale e sociale che potrà promuovere le nostre iniziative, attrarre a sé altre realtà locali, ospitare eventi e sviluppare sinergie con le attività commerciali e ricettive del nostro territorio.
    Il mio è un SIIIIIIIII’ unito a quelli dei tanti residenti che, come me, sono favorevoli alla nuova piazza. Patrizia Merialdi

  2. Vorrei solo precisare che le diverse fazioni politiche non solo rappresentano i cittadini, ma sono prima di tutto cittadini e come tali esprimono il loro dissenso . Danno voce anche a coloro che non scrivono sui giornali o sui blog, ma che semplicemente ne parlano al bar, a casa o in palestra lontani da Palazzo Barbieri e dalle riunioni. Con tutto il rispetto per la sua visione positiva e ottimista dell’intervento, io residente di Padenghe dico “no” a questa riqualificazione non solo per la spesa sconsiderata ma anche perché non vedo un progetto che possa rilanciare il paese ma soltanto la sicura morte del nostro vero centro storico.

  3. Ho letto i due pareri contrastanti tra minoranza e maggioranza, ma entrambe secondo me mancano di ASCOLTO dei cittadini. Nel nostro paese alcuni sono a favore e altri sono contrari all’attuale rifacimento della piazza, ma allora perchè non fare un REFERENDUM COMUNALE ? Questo significa dare piena voce hai cittadini e questa è l’opinione del m5s di Padenghe.

  4. Sig.ra Merialdi, evidentemente devono esserci 2 Padenghe nella provincia di Brescia, perchè in quella in cui vivo io la stragrande maggioranza dei cittadini è contraria non dico al rifacimento della piazza, che è sicuramente da sistemare, ma a spendere tutti quei soldi (quattro milioni di euro!!!!!!!) per una simile opera. Interessante parere il suo, molto poco condiviso però. Ad ogni modo, visto che tra poco ci saranno le elezioni comunali, perchè chi siede in comune non si fa coraggio, inserisce nel suo programma elettorale la nuova piazza d’Annunzio e rimette nelle mani dei cittadini la decisione? Che senso ha iniziare tale opera senza sapere chi ci amministrerà il prossimo anno?

    • Michele,

      Le domande che pone sono estremamente interessanti. Perché un intervento avvertito come prioritario non è stato attuato ad inizio mandato, ma rimandato alla fine? Non converrebbe davvero aspettare ancora qualche mese e lasciare la decisione all’amministrazione che si costituirà il prossimo anno?

      Qualche membro dell’attuale giunta s’è già espresso su questo portale. Spero sia di nuovo così gentile da darle la risposta che cerca.

  5. Patrizia, Antonella, Marco e Michele,

    Grazie per i vostri contributi. Portare a conoscenza il giudizio delle persone che vivono a Padenghe non è soltanto legittimo, è illuminante e prezioso. Per questo spero di leggere ancora molti commenti, vostri e di altri, in calce agli articoli pubblicati.

    La legittimità del volere dei cittadini mi porta, come Marco, a sostenere l’idea del referendum comunale per porre fine alla diatriba sulla riqualifica della piazza. Si tratta di un atto dovuto proprio per l’importanza socio-economica dell’intervento. I cittadini sono stati sufficientemente informati con delibere sui costi, consigli comunali, incontri pubblici, articoli sui quotidiani e discussioni sui social network. Diamo loro la possibilità di esprimersi, rendiamoli artefici del proprio destino. Questo sarebbe davvero democratico e, al contempo, rivoluzionario. Un atto degno di un’amministrazione che voglia veramente, nei fatti e non solo nelle parole, essere vicina agli elettori.

    Del resto, cos’ha da perdere l’attuale maggioranza? In caso di vittoria dei “SI”, il suo volere sarebbe legittimato dalla volontà popolare e qualsiasi voce contraria ridotta al silenzio. In caso di forte astensione, l’operazione sarebbe legittimata dalla possibilità, non sfruttata, concessa alla popolazione di esprimere il proprio volere. In caso di vittoria dei “NO”, non resterebbe che ammettere di aver preso un abbaglio. Avrebbe comunque dimostrato di avere a cuore l’interesse della collettività.

    Eppure il referendum continua ad avere molti detrattori. Costerebbe troppo, dicono alcuni. Francamente non solo non vedo che spese potrebbe generare, ma ritengo possa essere effettuato a costo quasi nullo. Il referendum previsto dallo statuto comunale è solo consultivo, dicono altri. Vero, ma quale amministrazione, pur potendo, si permetterebbe di andare contro al volere espresso dalla cittadinanza?

    La soluzione più semplice è di norma la migliore. E la più giusta. Trincerarsi dietro lo scudo della democrazia rappresentativa, “abbiamo vinto noi e facciamo ciò che riteniamo opportuno”, in casi come questo è superficialmente democratico e poco rappresentativo.

  6. Tomax ti ringrazio per avermi attribuito il merito, ma più che mia, questa idea è stata del MOVIMENTO5STELLE di Padenghe, e non posso rubarne il merito :) (dovere di cronaca).
    Se posso fare delle precisazioni sul referendum:
    1 COSTI: chi parla di costi del referendum(6000 euro circa) a fronte di 3.500.000 di euro che si spenderanno per la piazza, farnetica.
    2 CONSULTIVO: non è proprio così, infatti nel nostro regolamento c’è scritto che l’amministrazione deve prendere atto del voto del referendum e seguirne l’indirizzo (obbligatoriamente), Può non farlo solo se fornisce adeguate risposte e la maggioranza assoluta dei consiglieri vota sia d’accordo.
    Mi sembrava doveroso fare queste due precisazioni, per il resto Tomax, sono completamente d’accordo con le tue opinioni :)

  7. Faccio anche osservare che le meravigliose sale riunioni e mostre previste implicano anche la presenza di una vita culturale che a Padenghe non esiste, e non si vedono all’orizzonte né mecenati intenti a trasformare Padenghe in una piccola Atene ne artisti di qualche calibro..

    Prima di pensare a sale mostre e riunioni bisogna pensare a cosa si possa fare per riempirle, e ai relativi costi.

    Poi forse si giungerá a progettare qualcosa di realistico e rispettoso delle esigenze di una piccola cittadina dalle radici contadine, gettata a forza dalla speculazione edilizia in una dimensione urbanistica gonfiata a dismisura, privata della sua anima originaria, quasi una brutta copia di un quartiere cittadino.

    Invece che pensare ardite innovazioni urbanistiche di ispirazione ultramoderna, altro tradimento delle origini del paese, ormai privo di un centro storico che ne costituisca il volto umano, ci si dovrebbe preoccupare di non perdere il significato di quella che puó esserei ragionevolmente la misura delle cose in un piccolo paese della provincia bresciana.

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