SEBINO – Grande traguardo per Progetto Sebino: scoperta la giunzione tra Abisso Nueva Vida e Bueno Fonteno

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Giunzione Abissi Nueva Vida e Bueno Fonteno: il grande complesso carsico del Sebino Occidentale ora è una realtà.

E’ fatta.

Nella notte tra sabato 31 agosto e domenica 1 settembre, il collegamento tanto cercato dai soci del Progetto Sebino è avvenuto.GetAttachment (2)

Gli autori sono stati: Max Pozzo, Laura Rescali, Claudio Forcella, Maurizio Greppi, Fabio Gatti, Andrea Belotti, Massimiliano Mannone e gli amici bresciani Matteo Rivadossi e Beniamino Benji.

L’avventura si è concretizzata dopo l’esplorazione di una nuova diramazione lunga un chilometro, che dirigeva all’interno della montagna, partendo dal nuovissimo Abisso Nueva Vida.

Dopo un percorso meandriforme che sembrava non finire più, gli speleologi si sono affacciati su di un enorme verticale, di circa 40 metri di profondità, mettendo finalmente piede alla base del Salone Portobello, uno degli ambienti più fiabeschi dell’Abisso Bueno Fonteno, scoperto nel 2006.

Il percorso ora è lunghissimo: l’Abisso Nueva Vida misura 6 chilometi, e arriva ad una profondità di -502 metri, mentre il “re” del Sebino, Bueno Fonteno, misura oltre 21 chilometri, per una profondità di 570 metri.

La giunzione tra i due mostri sotterranei ora consegna agli speleologi un reticolo imponente, di 27,5 chilometri, per un dislivello totale di 651 metri.

Una notizia importante per tutta la speleologia italiana, che ora ha nel piccolo paesino di Fonteno, uno dei templi del sottosuolo più importanti.GetAttachment

“Un’emozione indimenticabile: tra noi c’era chi si abbracciava, chi piangeva e chi rideva da solo. Abbiamo voluto condividere questo bellissimo momento con i soci del Gruppo Grotte Brescia, che da mesi sono coinvolti nelle nostre esplorazioni: un segnale, un’idea di fondo del Progetto Sebino, che anche nel logo vede il Lago d’Iseo non come una barriera tra le due provincie, ma un motivo d’unione.

E’ stato un successo di squadra, oltre ad un mix di esperienza, determinazione e intuizione. Sì, perché là sotto sono tanti i particolari da tenere presente per continuare a scoprire. Uno dei segreti è seguire le correnti d’aria, che guidano gli esploratori. Uno degli ultimi progetti, oltre ai tracciamenti delle acque sotterranee, è stato proprio la mappatura delle correnti d’aria sotterranee. Veri e propri “venti” che segnalano a seconda della velocità di flusso, la presenza di vasti ambienti.

Proprio in questa occasione, gli speleologi si sono intestarditi allargando uno stretto cunicolo per una decina di metri: il vento veniva risucchiato fischiando nelle orecchie, e alla fine siamo stati premiati: un canyon di oltre un chilometro ci ha portati nel sottostante Abisso Bueno Fonteno.

Incredibile descrivere l’emozione di entrare da una parte e uscire dall’altra a chilometri di distanza dalle macchine…

Il sistema carsico, ha al suo interno una miriade di corsi d’acqua, laghi e fiumi sotterranei, ancora in fase di studio, ma le prospettive esplorative sono ancora spropositate, visto che non se ne conoscono i confini fisici.

L’unico primo accertamento (effettuato con tracciamento nel 2010) è che una parte delle acque sfociano a Tavernola Bergamasca, nella frazione di Bianica, a 7 km di distanza in linea d’aria, ma si tratta solo di una piccola parte della grande risorsa idrica presente.

Un grande quantitativo probabilmente si perde nelle profondità del Lago d’Iseo, ma il resto è ancora tutto da accertare.

Vista l’estensione dai toni labirintici delle gallerie sotterranee, si é quasi sicuri che anche tutto il versante della Val Cavallina ne sia interessato, e che una importante quantità d’acqua sia da abbinare alla Sorgente Acquasparsa di Grone, che in periodi di piena supera portate di 2200 litri al secondo.

GetAttachment (1)“Un patrimonio importantissimo e da tutelare”, dice Max Pozzo, presidente del sodalizio, “abbiamo presentato in Regione un progetto che prevede la realizzazione di un protocollo d’intesa tra tutti i comuni che fanno capo alla Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, proprio per prevedere un piano di tutela delle acque e prevenzione delle stesse per il futuro. Tra i due laghi, è come se ce ne fosse un terzo, nascosto, protetto dalle rocce calcaree, e quindi al centro del Sebino.

Ma questa risorsa va preservata, e tutelata. Bisogna che le varie amministrazioni prendano coscienza che questo tesoro è una risorsa fondamentale per la vita di ogni essere o specie vivente. E’ un’eredità che dobbiamo lasciare ai nostri figli e nipoti, e non dobbiamo assolutamente perdere quest’occasione.

Il pianeta che si apre all’interno delle nostre montagne, sarà anche di difficile accesso a noi umani, ma ci vuole pochissimo perché la sua integrità ne sia compromessa. Basta poco, spazzatura, anche una semplice batteria buttata in una valletta, può inquinare una falda per decenni”.

“La mappatura delle gallerie che si trovano nel sottosuolo ora diventa importantissima: per la costruzione di case, per l’ipotesi di realizzazione di gallerie… Bisogna sapere che ci sono falde freatiche che alimentano acquedotti, e sono quindi di vitale importanza per la popolazione”.

Progetto Sebino, si prodiga ormai da anni, tramite serate divulgative, e attività di educazione ambientale nelle scuole, a far arrivare questo messaggio.

“Abbiamo puntato sulla valorizzazione turistica ed ambientale di questa oasi naturale, cercando di mettere assieme tutti, sia se appartenenti ad un colore che ad un altro. Il territorio è di tutti, e non ha bandiere.

Ma ancora più importante è la nostra sopravvivenza, e quella dei nostri figli: l’acqua è fonte di vita, e dobbiamo trattarla con il massimo rispetto. Dipendiamo tutti da lei”.