GENOVA – Confindustria e sindacati uniti per la crescita economica

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Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, hanno sottoscritto a Genova un documento che racchiude le priorità per la crescita del paese in vista della legge di stabilità. Non è citato direttamente l’Imu, ma viene rimarcato che le proposte avanzate in questi giorni per assicurare la governabilità “hanno sottratto per la loro realizzazione risorse che sarebbe stato meglio impiegar per misure più efficaci per il rilancio delle imprese e il sostegno dei lavoratori”. Tuttavia il patto di Genova non è un documento contro, ma un patto a sostegno. Del governo, della crescita e del lavoro. Per uscire dalla crisi, il mondo produttivo chiede una riduzione del prelievo sui redditi da lavoro, l’eliminazione della componente lavoro dalla base imponibile Irap, l’utilizzo della leva fiscale per rilanciare gli investimenti produttivi e la lotta all’evasione fiscale

pattoUn fisco esoso, complesso e incerto, che non guarda alle attività lavorative e alla competitività delle imprese, soffoca la crescita – si legge sul documento congiunto – Occorre innanzitutto un sistema fiscale efficiente, semplice, trasparente e certo, con poche e stabili scadenze, non ostile all’attività di impresa e alla creazione di lavoro e che non scoraggi le scelte degli investitori.

Per queste ragioni sosteniamo i provvedimenti volti ad ammodernare, dare certezza e stabilità al sistema fiscale – tra i quali la delega fiscale e il DDL di semplificazione fiscale – e ne auspichiamo una approvazione e attuazione in tempi rapidi. Occorre ridurre il carico fiscale su lavoro e imprese, per aumentare il reddito disponibile delle persone e riequilibrare la tassazione sui fattori produttivi.

Per questo va ridotto il prelievo sui redditi da lavoro – esigenza non più rinviabile, soprattutto per ragioni di equità e di redistribuzione del reddito – attraverso le detrazioni per lavoratori e pensionati, così da aumentare il reddito disponibile e rilanciare i consumi; va eliminata la componente lavoro dalla base imponibile IRAP, così da favorire e non penalizzare, come accade oggi, le imprese che assumono e investono in capitale umano, e ripensata la tassazione dei beni immobili dell’impresa che siano strumentali all’attività produttiva; vanno rese strutturali le attuali misure sperimentali di detassazione e decontribuzione per l’incremento della produttività del lavoro. Bisogna continuare la lotta all’evasione fiscale e approvare un provvedimento legislativo che destini alla riduzione delle tasse quanto recuperato ogni anno”.

L’accordo tra sindacati e Confindustria è stato salutato con favore dal premier Enrico Letta “Che Confindustria e sindacati facciano passi avanti per una maggiore politica attiva sui temi del lavoro, dell’economia e sulle politiche industriali – ha commentato a caldo – mi sembra sicuramente una buona notizia”.