GARDA (VR) – Sindaci contro Regione, che non paga i canoni demaniali

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Nei giorni scorsi era stato chiesto dai sindaci dei Comuni della sponda veronese del lago un incontro con Zaia al fine di giungere ad un accordo circa il versamento da parte di Venezia dei canoni demaniali che avrebbero dovuto essere pagati dal 2006 ad oggi. Insomma, i sindaci hanno chiesto un incontro al fine di trovare insieme una soluzione al problema, ma la risposta ricevuta non è stata la data dell’auspicato incontro, bensì una lettera con la quale il dirigente del settore Direzione difesa del suolo spiega che alla Regione risulta che le somme da pagare ai Comuni lacustri siano inferiori rispetto a quelle indicate.

Ivan De Beni
Ivan De Beni

Nessuna data fissata, ma anche nessun importo specificato circa il debito esistente. I sindaci stanno quindi pensando di procedere per altra via, chiedendo cioè l’emissione di un decreto ingiuntivo per evitare di mettere in difficoltà le casse comunali, visto che dal 2006 i canoni demaniali sono sempre stati inseriti nei bilanci come voci di credito, calcolando la somma sulla base delle normative regionali vigenti. Ivan de Beni, il sindaco del Comune di Bardolino, ha commentato così l’accaduto: “È paradossale: mandiamo una lettera in cui chiediamo un incontro per capire come procedere e non solo non viene concesso questo incontro ma ci viene detto le cifre non combaciano inferiori e in più non si capisce se la Regione intende pagare. A questo punto noi amministratori locali cosa dovremmo fare? Questo genera ancora più confusione: innanzitutto non capiamo come la Regione abbia calcolato questi importi visto che noi lo abbiamo fatto basandoci sulle normative regionali. E poi ci ritroviamo a fare i conti con i bilanci che dobbiamo rispettare e che vengono controllati dai revisori dei conti. In questi bilanci dal 2006 abbiamo inserito tra i crediti gli importi dovuti. Come potremmo giustificare adesso cifre differenti? Sarebbe stato tutto più semplice se la Regione avesse concesso l’incontro richiesto perché avremmo potuto confrontarci cifre alla mano.

Invece di fronte ad una risposta del genere possiamo solo comportarci come di fronte a chiunque sia moroso e cioè rispondere con un decreto ingiuntivo che, al di là dei tempi per il recupero dei crediti, costituisce documentazione ufficiale che può essere inserita in bilancio e accettata dai revisori dei conti”.

Procedere con un decreto ingiuntivo, quindi, si configura come una sorta di scelta obbligata per far quadrare i conti. Per far fronte al problema il consigliere regionale di Futuro Popolare Stefano Valdegamberi ha presentato nei giorni scorsi una proposta di legge che prevede che siano i Comuni ad introitare direttamente i canoni demaniali e a versare il 50 per cento alla Regione. Perché ciò possa avvenire dovrà però essere modificata la legge regionale, cosa non così semplice secondo il sindaco De Beni.