ISEO – Strada per Montecampione: parla Legambiente

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Come certo saprete, recentemente, nell’apposita conferenza di servizi, è stato approvato l’ampliamento di una piccola centrale elettrica, la cui costruzione ed attività risalgono alla metà degli anni 50’ del secolo scorso.

La centralina, posta tra la Val Palot e la Val Negra,tra le località Ceresa e Musna, prevede però anche interventi di posa di tubi di condotta ( di un metro di diametro) dell’acqua piovana della lunghezza di circa un Kilometro tra le due valli.legambiente2

L’intervento, autorizzato dagli Enti in indirizzo, si sta realizzando attraverso la costruzione di una strada che non ha nulla a che vedere con l’intervento.

Alcuni cittadini, frequentatori assidui della zona e residenti, e noi con loro, siamo preoccupati poiché riteniamo che il luogo della posa dei tubi, e dunque il suo tracciato, corrisponda a quello del vecchio ed inutile progetto di collegamento tra la val Palot e Montecampione, attraverso una strada che attraversa i boschi. Ciò sarebbe possibile utilizzando un ex sentiero, ora diventato strada di cemento, costruito per collegare un rudere di privati da ristrutturare.

Quello che apparentemente sembra un intervento senza alcuna conseguenza ambientale sta invece provocando pesanti danni ambientali. Si chiede pertanto di verificare se è necessaria, se mai fosse stata autorizzata, la costruzione di una strada per la posa dei tubi di condotta dell’acqua.

Spiace constatare che ogni pretesto è buono per realizzare piccole o medie strade di cemento nel bosco, che una volta servono per collegare i capanni di caccia, un’altra per la migliore pulizia e sfoltimento dei boschi ed un’altra ancora per spegnere eventuali incendi.

Fatto sta che anche questa zona di montagna è percorsa da un reticolo di strade degno di un’area densamente abitata, ma invece ingiustificata per la reale domanda di traffico. Ci risulta inoltre che i lavori siano partiti in anticipo rispetto alla data stabilita in conferenza di Servizi.

Ammesso e non concesso che la sola estrazione di energia elettrica sia vantaggiosa per la Srl, che è proprietaria dei manufatti, vien da chiedersi se è stata fatta una analisi costi-benefici che ne giustifica l’intervento.

Si tratterebbe di di valutare se i benefici privati che produrrà a favore della Srl la centralina ripagheranno i danni ambientali pubblici che già sono stati causati fin dall’avvio dell’intervento.

Siamo pertanto a chiedervi di rifare la conferenza di servizio per annullare l’autorizzazione rilasciata o secondariamente di rendere meno impattante, e quindi vietare ogni nuova strada per la posa dei tubi.

Quanto riportato sopra è una lettera di Dario Balotta presidente del circolo Legambiente del basso Sebino, inviata al Sindaco di Pisogne, al Presidente Comunità Montana del sebino bresciano e alla Soprintendenza dei beni ambientali e culturali.