BRESCIA – Studi medici contro il melanoma, ricerca agli Spedali Civili

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All’interno dell’UO Dermatologia si è recentemente avviato uno studio di ricerca, coordinato dalla dott.ssa Ausilia Maria Manganoni dal titolo “Melanoma multiplo familiare: strategie di prevenzione in età adulta, evolutiva e pediatrica”, reso possibile grazie al concreto supporto della famiglia Ciocca all’interno della Fondazione Comunità Bresciana. Supportare queste iniziative contribuisce a migliorare la conoscenza e la prevenzione del melanoma nel bresciano.

Lo studio è rivolto a pazienti con melanoma multiplo familiare e ai loro familiari e che hanno una suscettibilità al melanoma già identificata su base genetica, oltre che nella correlazione tra questo e il fototipo individuale e i fattori ambientali. In Italia sono 9 mila ogni anno le nuove diagnosi di melanoma. Considerato un tumore raro fino a pochi anni fa, negli ultimi dieci anni c’è stato un aumento dell’incidenza del 15%. “Nel distretto di Brescia ad esempio – ricorda il Prof. Calzavara Pinton, direttore della Clinica Dermatologica degli Spedali Civili di Brescia – ogni anno i nuovi casi di melanoma sono passati da una media di 70 nuove diagnosi all’anno del quinquennio dal ’97 al 2001 a 130 casi l’anno dal 2001 al 2006, a 180 casi l’anno dal 2007 al 2009 e sono arrivati a oltre 200 i nuovi casi l’anno dal 2010 a oggi”.

Cellule staminaliL’aumento del numero di visite dermatologiche espletate spiega questo incremento diagnostico: dal 2009 a oggi il numero di visite per controllo nevi erogate presso gli ambulatori dermatologici esterni degli Spedali Civili è raddoppiato, passando da 50 a 100 a settimana”. Se la diagnosi avviene in una fase precoce la mortalità e le malattie per tumori della pelle possono essere ampiamente ridotte. La Dermatologia ha già da anni condotto una sensibilizzazione nei confronti della prevenzione dei tumori cutanei, come la recente iniziativa estesa all’Italia e all’Europa dell’Euromelanoma day, consistente in una campagna d’informazione patrocinata dalla Società italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e di Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) e dedicata alla consulenza informativa da parte dei dermatologi per una corretta prevenzione del melanoma.

“Allo stesso tempo anche le indagini genetiche potrebbero portare importanti risultati nella prevenzione identificando i soggetti a rischio, soprattutto nel caso di melanomi multipli familiari, che corrispondono al 4% dei 2.600 pazienti seguiti presso il nostro centro per il melanoma” spiega la dott.ssa Ausilia Maria Manganoni. Altri studi e progetti di ricerca sono stati sviluppati in Clinica Dermatologica come il progetto “Sole Sì/Sole No”, supportato dalla Fondazione Beretta e il cui responsabile scientifico, la dott.ssa Manganoni, ricorda che questa ampia iniziativa di prevenzione primaria del melanoma che è stata sviluppata  anche tra i bambini bresciani, ha confermato, per esempio, che le ustioni solari avvenute in età giovanile sono un importante fattore di rischio per il melanoma.

Un altro studio sull’esposizione a fonti artificiali di ultravioletti ha, invece, dimostrato che le radiazioni, UVB e UVA, sono in grado di indurre proliferazione melanocitaria nei nevi e che le fonti artificiali di UV (lampade, docce solari ecc) aumentano il fotoinvecchiamento e il rischio di carcinogenesi. Il melanoma cutaneo, pur rappresentando uno dei tumori a più elevata malignità, è l’unica neoplasia a essere visibile sin dalle primissime fasi evolutive, cioè quando l’asportazione precoce consentirebbe una percentuale di guarigione vicina alla totalità. In quest’ottica, rientrano le campagne di sensibilizzazione per la prevenzione del melanoma e dei tumori cutanei.