Brescia ha una sua “Fondazione Etica”. Parliamone

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Cari lettori, sotto un cielo che non promette nulla di buono per la fine – forse anticipata – di questa poco torrida estate, sto pigramente pensando alle prossime mosse editoriali che ci vedranno impegnati nella realizzazione di importanti progetti, insieme ad alcuni amici e colleghi del mondo dell’informazione che hanno ancora voglia di rischiare il loro tempo e il loro denaro.

L'avvocato Gregorio Gitti
L’avvocato Gregorio Gitti

E nel marasma generale di pagine scritte sulla situazione italiana di questi giorni, mentre ad Arcore si stanno – forse – decidendo le sorti del governo del “nipotissimo” mi capita, tra le dita che scorrono sulla tastiera, un pezzo di Nicola Porro sul “Giornale.it”. Guarda che caso: parla dei bresciani e della Fondazione Etica (curioso, intrigante e bene augurante, la scelta del nome).

E allora ve lo propongo sottoponendolo alla vostra curiosità e alla vostra riflessione. Se è vero che la finanza milanese e i suoi “salotti buoni” stanno scomparendo può essere possibile che Brescia stia cercando di giocare un proprio ruolo e ritagliarsi uno spazio.

Certo, quel che scrive Porro non è edificante, dal punto di vista “etico”, ma i nomi mi paiono altisonanti e pensare che stiano solo cercando di prendere in giro qualcuno mi pare un tantino azzardato.

Attendo commenti, cari lettori