LUMEZZANE – Prima udienza sull’eredità di Don Gatteri

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Un primo tassello è stato posto nella vicenda dell’eredità di don Giulio Gatteri, parroco di Lumezzane S.Sebastiano, morto 4 mesi fa che avrebbe nominato erede dei suoi beni la badante 52enne moldava che da 12 anni lo accudiva.

Don Giulio Gatteri
Don Giulio Gatteri

Dopo l’esposto presentato dalla Parrocchia di Lumezzane tramite l’attuale reggente ,don Roberto Ferrazzoli, martedì mattina, 20 agosto, si è tenuta la prima udienza presso il Tribunale Civile di Brescia-

Una sorta di accordo bonario tra le parti per consentire un’attenta verifica di ciò che è frutto di donazioni e quindi di proprietà della Parrocchia valgobbina e di quanto è, invece, di legittima proprietà personale di don Giulio. E’ quanto emerso nell’udienza alla quale erano presenti Don Pietro Girelli, direttore dell’ufficio amministrativo della Diocesi di Brescia e la badante Valentina Popescu (col suo avvocato), destinataria dei beni del prelato, secondo il testamento aperto dopo la sua morte.

Due mesi di tempo per ricostruire le tracce contabili del conto personale di Don Giulio Gatteri e del conto intestato alla Parrocchia di Lumezzane S.Sebastiano, dove don Giulio è stato parroco per 20 anni fino al suo decesso avvenuto all’età di 74 anni lo scorso 10 aprile.

L’esposto era stato presentato dalla Parrocchia di S.Sebastiano, con la volontà dichiarata di tutelare l’immagine di Don Gatteri e, nello stesso tempo, fare chiarezza sulla vicenda che ha richiamato l’attenzione dei media locali e nazionali, in virtù della corposa consistenza della somma della quale sarebbe beneficiaria la badante moldava.

Nessuno ha espresso l’intenzione di impugnare il testamento, dal momento che – dicono negli ambienti vicini alla parrocchia – dei beni personali ognuno può disporre come crede. Ciò che appartiene alla parrocchia, però, sarà rimesso sul conto della stessa. In particolare è certa la somma di 320 mila euro che, pochi giorni prima della sua morte, Don Giulio Gatteri ha fatto bonificare sul suo conto smobilizzando alcuni titoli bancari intestati alla Parrocchia.

“Di certo – dicono quanti gli erano vicino – egli intendeva onorare alcune fatture riferite a lavori effettuati per la riqualificazione dell’Oratorio”. Passando il denaro sul conto personale avrebbe sveltito i tempi bypassando il necessario permesso del Vescovo che si richiede sempre in questi casi. Con tutta probabilità pensava di riuscire a rimettere i conti a posto ma, purtroppo, si è spento prima di poterlo fare. E’ questa la convinzione di quanti conoscevano don Giulio, persona molto attenta e precisa, capace di coinvolgere nei progetti riguardanti la comunità sia i parrocchiani che realtà industriali molto importanti e generose di S. Sebastiano. Il mutuo acceso per la riqualificazione dell’Oratorio, i cui interessi venivano pagati da un imprenditore locale, aveva consentito di lasciare inalterato il contante e il rendimento dei titoli bancari di proprietà della parrocchia.

Quanto all’entità del suo conto personale (togliendo i 320 euro della Parrocchia) che potrebbe essere ereditato dalla badante, è tutta un’altra storia sulla quale – dicono, sempre negli ambienti della comunità parrocchiale – non si intende esprimere né giudizi né opinioni.

Tra due mesi, dopo il lavoro di verifica disposta dal Tribunale civile, certamente si saprà di più e il quadro della situazione sarà più chiaro.