Gentile signora Paola, ebbene sì! Amo il nostro paese

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Era la primavera di tre o quattro anni fa – non ricordo esattamente – il tempo corre veloce. Dopo aver fondato e pubblicato l’edizione cartacea – un mensile con tiratura di circa 30000 copie – ci apprestavamo ad uscire con la versione online. Pubblicai, allora, un editoriale con i brani del quale voglio iniziare questo articolo, così cortesemente 9116_100569556632321_6288042_nsollecitato da una nostra lettrice, la gentile signora Paola, che in un commento di questa mattina mi invita ad andarmene all’estero visto che mi lamento continuamente dell’Italia.

“E’ un progetto a cui ho lavorato a lungo e parlarne ora, ad operazione compiuta, vi confesso, mi emoziona un pò.

L’ambizione è quella di fare un giornale vero, con notizie e approfondimenti, cercando di tenere rigorosamente separati i fatti dalle opinioni. Parleremo delle persone che vivono e lavorano nelle nostre Valli, un territorio con antiche tradizioni, molte delle quali legate al mondo del lavoro e della cultura, popolato da gente ricca di grande umanità, capace di gesti di straordinaria solidarietà con innumerevoli associazioni di volontariato. Gente capace di tenace laboriosità, organizzata in associazioni di categoria, capillarmente presenti sul territorio che, qui, troveranno sempre l’opportunità di aver una voce, che faremo il possibile perché sia “ascoltata anche dentro i palazzi”.

Parleremo di imprenditori che hanno investito sul territorio senza delocalizzare e hanno creato posti di lavoro, di politici che hanno a cuore il benessere del territorio stesso e non soltanto la loro poltroncina nelle istituzioni. Cercheremo di non lasciarci andare a scrivere di nani e ballerine, veline e calciatori, come certa stampa è usa fare ai giorni nostri e lasceremo spazio alle opinioni di tutti coloro che avranno voglia di esprimerle attraversi il nostro, anzi, il vostro giornale. Cercheremo di promuovere la convinzione che non è la somma dei singoli interessi a generare l’interesse collettivo ma, viceversa, è la somma dei singoli atteggiamenti propositivi a favorirlo.

Ci avviciniamo alle elezioni, ancora una volta, e noi proviamo ad ampliare le nostre uscite con la versione online.E, ancora una volta, il pericolo vero è il definitivo scollamento della società civile dalla classe politica che, detto così, appare di poco conto. Ma se si riflette, un attimo con calma, non già sulle cause note a tutti, ma sulle conseguenze sociali che questa crisi sta causando, con l’acuirsi dei conflitti sociali all’interno dei quali ormai tutti tendono a pensare al proprio “particolare”, perdendo di vista l’interesse della collettività, si capisce bene che una classe politica screditata è quanto di peggio possa capitare. Perché è compito della politica ricomporre i conflitti sociali trovando le soluzioni alle crisi, spiegando a tutti che non è la somma dei singoli interessi a generare l’interesse collettivo ma, viceversa, è la somma dei singoli atteggiamenti propositivi a favorirlo.”

Gentile signora Paola, un’attenta lettura di queste poche righe Le farebbe capire senza ombra di dubbio che amo il nostro paese e la sua gente. Lo amo al punto tale che da trent’anni sto investendo in attività imprenditoriali – oltre a queste ultime di carattere editoriale – dando lavoro a qualche decina di persone. Ragazzi giovani e bravi, entusiasti come me di ciò che stanno facendo, accontentandosi a volte di compensi anche minimi perché sa – al di là di fantasie romantiche – quello del giornalista è un mestiere difficile e quello dell’editore locale rende anche poco.

Se Lei avesse letto con attenzione i miei editoriali avrebbe capito che amo il nostro paese ma non amo i politici che lo governano. Che pensano ai fatti loro e non al bene comune. Che ci chiedono acconti del 110% sulle tasse prossime venture ma non rinunciano ai finanziamenti pubblici ai partiti.

Vuole che continui con il lungo elenco di cose – che fanno i politici italiani – e che non mi piacciono? Voglio sperare non piacciano nemmeno a Lei.

Nonostante questo non andrò all’estero. Continuerò a vivere in questo meraviglioso paese, insieme a tanta brava gente che lavora e investe sperando in un futuro migliore.
E continuerò a scrivere ciò che penso, tenendo rigorosamente separate le mie opinioni dai fatti e dai dati economici dei quali cito sempre – rigorosamente – le fonti.

Quanto a Lei, gentile signora Paola, mi farebbe davvero piacere se continuasse a leggerci e a stimolarci coni suoi commenti