GARDA (VR) – Turismo: una stagione in ripresa

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L’andamento dell’afflusso turistico è andato migliorando, ma si tratta di una ripresa che non lascia spazio, perlomeno sul fronte alberghiero, all’ottimismo: il presidente di Federalberghi Garda veneto Corrado Bertoncelli ipotizza infatti una chiusura della stagione con una flessione attorno al 15% delle presenze.

TurismoLa stagione turistica, a causa anche del maltempo e della crisi economica, è partita in sordine, ma negli ultimi tempi c’è stata una ripresa significativa. L’andamento positivo delle ultime settimane, tuttavia, secondo Bertoncelli non consentirà di bilanciare le perdite di inizio stagione, nonostante una recente indagine prevede che il 2013 terrà rispetto ai numeri dello scorso anno. I dati in possesso di Federalberghi parlano di un andamento migliore nel Basso lago, forse dovuto anche ai vari eventi collaterali della zona in grado di attirare i turisti. In ogni caso si registra in calo delle prenotazioni effettuate tramite gli uffici del territorio delle varie associazioni, mentre continuano ad aumentare quelle effettuate on line. E se da un lato le nuove tecnologie sono uno strumento utile al turismo, dall’altro la nuova tendenza evidenzia un incremento delle prenotazioni last minute. Ad eccezione dei periodi clou, come luglio e agosto, il Garda vede quindi un turismo a ondate, che si concentra nei fine settimana.

Bertoncelli ha spiegato che questo tipo di prenotazione favorisce il calo del prezzo della stanza, giacché l’operatore, pur di riempire l’albergo, è disposto a mettere in rete tariffe speciali. Quindi anche se la stagione turistica si chiudesse con segno positivo, il rendimento delle stanze sarebbe comunque in costante calo. Secondo il presidente di Federalberghi Garda Veneto dovrebbe essere proprio questo il parametro da utilizzare nei bilanci consuntivi delle stagioni turistiche: quel che conta non sono tanto le presenze quanto piuttosto il risultato economico conseguito.

Per rilanciare il turismo gardesano c’è bisogno di un intervento. “Ecco perché insistiamo perché enti e istituzioni pubbliche e private lavorino insieme per dar vita a quella che viene ormai da tutti definita la ‘promo commercializzazione’: non possiamo accontentarci di promuovere il nostro territorio ma dobbiamo promuoverlo vendendo il nostro prodotto. Perché solo così possiamo essere competitivi e vincere la concorrenza sempre più agguerrita sia a livello nazionale che internazionale”, ha detto Bertoncelli.