SOIANO – Nuovo povero “game over”: Damiano torna a casa

0

Dopo 90 giorni l’avventura di Damiano Rovizzi giunge al capolinea. “Fisicamente comincio a crollare, di conseguenza la mente non reagisce al miglior modo e le temperature alte mi hanno dato il colpo di grazia” ci spiega il giovane soianese. Il bilancio che ne fa, tutto sommato, è positivo. “Sono orgoglioso di questi tre mesi, non so cosa farò e come mi comporterò in futuro. Ho capito cosa vuol dire provare la fame, 8 kg in meno non mentono. Ho concentrato la mente alla solitudine. Ho imparato a convivere nell’oscurità senza una casa.

Non sono di certo mancati i momenti felici. Come il godere della compagnia di un gattino abbandonato e della ricchezza delle persone di passaggio. Come il tempo da dedicare interamente a se stessi e l’annullamento degli schemi sociali. Ma neppure quelli difficili, davvero duri per chi non è abituato alla vita di strada. “Tremo ancora nel ricordare tre stranieri che, alle 4:30 di notte, fanno irruzione nella baracca in cui dormo e cominciano a drogarsi, proprio accanto a me” ci confida. Ed aggiunge “Nell’ultimo mese nessuno mi considerava, soprattutto la sera, le persone avevano paura di me. Ho fatto la carità, per sondaggio, fuori da un supermercato e la gente, nel vedermi, si dileguava”.

dam2Avventura seguita con vivo interesse da molte persone d’ogni parte d’Italia, non solo dagli amici, quella del “Nuovo Povero”. Innanzi tutto per il carico di contraddizioni sociali che porta con sé. Poi per lo scenario, neanche troppo futuro, in cui rischia di trovarsi il nostro Paese. L’esperienza di Damiano è emblematica nel mostrare la distanza siderale che esiste tra alcune persone e tutte le altre. Tra chi è privilegiato e chi non lo è. Tra chi vive nell’opulenza e chi arranca verso la fine del mese. “Molti senza dimora, dalla massa chiamati barboni, non percepiscono aiuto da comuni, assistenti sociali ecc.. ecc.., per mancanza di materia economica, però allo stesso modo non li fanno dormire in santa pace, allontanandoli da parchi, spiagge, stazioni … Queste persone dovrebbero provare quello che ho provato io in 90 giorni, forse capirebbero cosa significa non avere una casa.” Basso populismo? Demagogia? Ma sì, ve lo concedo. Del resto l’accusa di populismo è la risposta preconfezionata di coloro che non vogliono vedere le differenze sociali ed il divario tra ricchi e poveri. Questi ultimi, otto milioni secondo gli ultimi dati, sono in costante, drammatico aumento.

Certo, non è a Damiano che dovremmo chiedere conto di ciò che sta succedendo e difficilmente potrà essere lui ad indicarci la via per uscire da questa situazione. C’è la politica, per questo. Peccato che un partito, il PDL, si stia dedicando solo alle disgrazie giudiziarie del suo capo. E l’altro, il PD, sia coralmente impegnato a sbarrare l’ascesa dell’unico in grado di far aumentare i consensi elettorali. In ogni caso, né l’uno né l’altro si sta occupando seriamente dei cittadini, degli immani problemi dell’economia, del cuneo fiscale (e sappiamo bene dov’è conficcato …), del costo del lavoro (il più alto della zona euro), dei salari (in proporzione, i più bassi), della burocrazia che blocca ogni iniziativa, dei disoccupati, delle famiglie …

Così, continuano ad aumentare i nuovi poveri, e non a tempo determinato come Damiano. “Non serve ripetere questa esperienza, fidatevi…l’ho compresa al 100%, certo non la dimenticherò mai – conclude il nostro beniamino – Per me l’11 maggio è diventato un giorno di festa, ogni anno in quel giorno ricorderò quest’esperienza passando la notte per strada e chi vorrà potrà unirsi”. Avanti di questo passo, si corre il rischio di essere in molti…