VALCAMONICA – Rinascita della strada dei carbonai tra Lozio e Ossimo

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La strada dei carbonai, che collega Lozio ed Ossimo, fino alla fine degli anni Cinquanta era un’importante via di collegamento, ma quando vennero create strade alternative finì nel dimenticatoio, finché la vegetazione ha finito col divorarla, riducendola ad un sentiero non più battuto.

Valcamonica stradaSi tratta di un luogo ricco di specie arboree che porta i segni del dopoguerra, quando veniva utilizzata per il trasporto dei metalli. Il sindaco del Comune di Lozio Antonio Giorgi ha recentemente rivalutato la zona ed è riuscito, grazie al lavoro del Consorzio forestale Pizzo Camino e alla collaborazione di Regione e Comunità Montana, a raccimulare quanto necessario per recuperare l’arteria.

Ammontano infatti a 110mila euro i fondi raccolti, che da ottobre dello scorso anno sono stati impiegati per lavori di recupero; lavori che si concluderanno il prossimo settembre. Il direttore del Consorzio forestale Marco Sangalli ha spiegato che sono stati effettuati interventi di movimento della terra al fine di ampliare lo spazio della carreggiata che da Pianezze arriva alla Piana di Pat. Si tratta di un progetto che potrebbe sfociare nella realizzazione di un raccordo Lozio-Borno-Ossimo per mountain bike, per cavali, ma anche per camminatori in cerca di una passeggiata immersa nel verde.

L’arteria è lunga circa due chilometri e mezzi, ha un leggero dislivello e una pendenza media dell’8%: si tratta di un bellissimo percorso naturalistico percorribile da tutti e si auspica che il bosco limitrofo torni ad essere tenuto e coltivato. Per il sindaco di Lozio l’investimento è una scommessa finalizzata a rilanciare il turismo in Valle.

Da ricordare poi che nella stessa direzione si è mosso il Comune di Angolo Terme: nei giorni scorsi il primo cittadino Riccardo Minini ha inaugurato la San Giovanni-Poia, una strada agro-silvo-pastorale realizzata con il contributo della Comunità Montana di Vallecamonica. Il progetto risale al 2009 ed è stato realizzato grazie ad un importante contributo regionale per il miglioramento e lo sviluppo delle infrastrutture per lo sviluppo e l’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura, e in particolare per le infrastrutture di accesso ai terreni agricoli e forestali, approvvigionamento energetico e idrico. Il progetto è stato redatto dal dal Consorzio Pizzo Camino ed è stato approvato dalla direzione generale Agricoltura del Pirellone. I lavori sono costati 328 mila euri, 220 dei quali derivano dalla Regione a fondo perduto, mentre la restante parte è pesata sul Comune. Naturalmente non sono mancate le polemiche: il progetto realizzato secondo le forze di opposizione ha comportato un investimento eccessivo, non prioritario rispetto ad altri interventi considerati più importanti.