BRESCIA – Lavori tempo e a chiamata: ecco cosa cambia

0

Salvo ripensamenti dell’ultim’ora, ecco brevemente cosa è cambiato dal 28 Giugno 2013 in materia di contratti a tempo determinato:

images+ La pausa obbligatoria fra un contratto a termine ed un altro con la stessa azienda (“stop and go”) torna ad essere di 10 giorni (20 giorni per i contratti con durata superiore a 6 mesi), ma non si applica per le attività stagionali

­+ La causale del termine posto al contratto (cioè le “esigenze tecnico, produttive, organizzative e sostitutive”) non è richiesta in caso di primo rapporto assoluto a tempo determinato, di durata non superiore a 12 mesi e in ogni altra ipotesi individuata dai contratti collettivi, anche aziendali, stipulati dalle parti sociali.

­ + Il contratto a termine senza causale non ha più limiti quantitativi e può essere prorogato come i contratti con la causale del termine

­+ E’ cancellato l’obbligo della comunicazione dello sforamento del termine.

­+ È rimosso ogni divieto di proroga dei rapporti a termine del personale impiegato nell’ambito della somministrazione: pertanto, il rapporto di lavoro in somministrazione diventa prorogabile per un numero massimo di 6 volte entro un limite generale di 12 mesi.

Il D.L. 76/2013 interviene anche in materia di lavoro a chiamata e prevede un limite massimo di utilizzo per ciascun lavoratore pari a 400 giornate di effettivo lavoro, da calcolarsi nell’arco di 3 anni solari (in tale conteggio sono incluse solo le giornate di lavoro svolte dopo il 28/6/2013). In caso di sforamento del limite si avrà la conversione automatica in rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. L’utilizzo del lavoratore a chiamata deve essere comunicato preventivamente (pena sanzione fino a 2.400 euro) con le nuove modalità previste dal D.M. 27/3/2013 (mod. “UNI­ Intermittente”): da Luglio 2013 sono ammesse comunicazioni unicamente tramite Pec, portale www.cliclavoro.gov.it o SMS.